“La dignità dei licenziati ingiustamente non si riscatta con maggiori indennità!”

Il Fogolâr Civic udinese sul “Decreto Dignità” formulato dal nuovo Governo italiano. Travain: “Bene la stretta sulle delocalizzazioni, ma nessuna 'Waterloo del precariato': una semplice carica di cavalleria!” “Da un provvedimento in tema di lavoro che ovviasse ai punti fondamentali di criticità della legislazione renziana, ci si aspettava senz'altro il ripristino dell'obbligo di riassunzione dei lavoratori licenziati senza giusta causa. Si è aumentata, invece, semplicemente l'indennità da pagare loro, in qualche modo, dunque, confermando la legittimità di un'azione iniqua, a chiaro danno del lavoratore, che continuerà certamente a permettere alle grandi imprese, con consistente disponibilità di denaro, di disporre a totale piacimento del personale. Se il peggiore portato dell'era renziana fu, infatti, quello di precarizzare di fatto il 'lavoro a tempo indeterminato' con riforme sostanziali che lo hanno svuotato nei contenuti fondamentali di garanzia del lavoratore e reso più duttile agli interessi di un libero mercato selvaggio. La dignità di chi viene licenziato ingiustamente non può essere riscattata semplicemente con maggiori indennità che non ripagano e soprattutto non rimuovono l'oltraggio dell'ingiustizia subita. Chi è licenziato deve trovarsi un altro lavoro. Deve, in sostanza, ricominciare da capo. Quale danno morale, psicologico, sociale, oltreché ovviamente economico? Si dirà che nessun imprenditore serio licenzierà mai un bravo lavoratore? È facile rispondere che, come non tutte le persone possono probe, così può avvenire anche per gli imprenditori. La mela marcia sarà una su dieci, una su cento? Le leggi non dovrebbero servire a governare la vita di chi è probo e responsabile, ma di chi non lo è!”. Questo il commento del prof. Alberto Travain, leader del civismo udinese e friulano che si raccoglie attorno al Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, di fronte al cosiddetto “Decreto Dignità” del nuovo Governo italiano in materia di lavoro. “Questa 'Waterloo del precariato' – come è stata definita – non pare affatto mirare al cuore dell'arbitrio legalizzato dei licenziamenti discrezionali. Si parla d'altro. Bene, la stretta sulle delocalizzazioni: anni fa c'era addirittura un Presidente del Friuli Venezia Giulia che invitava a delocalizzare! Bene, i buoni intenti. Ma non è affatto una 'Waterloo del precariato'. Al massimo è una carica di cavalleria: una scenografica carica di cavalleria!”.

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