La fake news sulla candidatura di Liberi e Uguali, non sarà Pegorer capolista alla Camera ma Anna Falcone catapultata in Friuli dal flop del Brancaccio

Per dirla con la saggezza rurale si potrebbe affermare che la gatta frettolosa partorisce gattini ciechi, insomma le cose fatte bene richiedono tempo. Vale per ogni cosa e anche per le notizie, soprattutto quando si entra nel terreno minato delle candidature politiche. Così oggi dopo che il Messaggero Veneto con apertura di prima pagina sentenziava che sulle candidature di Liberi e Uguali “è bufera a sinistra perchè sarà Carlo Pegorer il capolista alla Camera con conseguente ira dell'On. Serena Pellegrino” si scopre che non solo questo non è vero, ma che con ogni probabilità ad essere candidata d'imperio in Fvg sarà Anna Falcone. Per i non avvezzi alle cose di sinistra, si tratta della promotrice, assieme a Tomaso Montanari dell'assemblea del Brancaccio e del relativo “manifesto”, iniziativa che voleva proporre un nuovo modello di politica dal basso e una unità della sinistra a tutto tondo e che invece naufragò qualche mese i una sorta di inaccettabile eutanasia. Un modo di fare politica tanto dal basso che oggi la Falcone, pare, il condizionale è d'obbligo, verrà catapultata all'estremo nordest, nella periferia dell'impero e probabilmente anche all'estremo sud in Calabria, lasciando così aperto il lumicino “locale” in FVG dell'eventuale rinuncia, se eletta in più collegi. Siamo ancora alle indiscrezioni ovviamente, noi contrariamente ad altri non abbiamo certezze incrollabili e soprattutto non dobbiamo sparare fango pilotato su nessuno. Del resto la discussione romana è ancora aperta, si chiuderà questa notte, ma più fonti danno la soluzione “visitor” come la più probabile, una candidatura aliena quindi che localmente scontenta qualcuno ma tutto sommato viene vista, anche se nessuno lo confermerà, come un modo per stemperare le polemiche locali in una regione, che non possiamo dimenticarlo, deve affrontare anche la scadenza delle regionali e quella delle comunali di Udine e relative liste. Così la bagarre fra le componenti di LeU Fvg è rimandata anche se le ferite aperte dalle fake news rimbalzate da Facebook al Messaggero Veneto hanno avvelenato gli animi della base di questa neo-rinata sinistra  e pare innervosito anche i vertici romani.

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