Quando la protesta diventa “fai da te”, Il Comitato per la Vita del Friuli Rurale, in azione per la difesa del ponte romano di Porpetto

Nuova battaglia per il Comitato per la Vita del Friuli Rurale, in una nota inviata alla stampa si parla della difesa del ponte romano e dell'annessa residenza presenti nel territorio di Porpetto e della "inerzia" delle blasonate  associazioni di difesa del patrimonio artistico e paesaggistico, si legge nel comunicato “sacrificati per realizzare la più oscena e fraudolenta delle opere viarie mai progettate. Ebbene, fra il colpevole nicchiare della Soprintendenza e la altrettanto passiva rassegnazione delle amministrazioni, davanti all'evidente tentativo dell'impresa di metterci davanti al fatto compiuto, per fermarli siamo stati costretti a piantarci davanti alle ruspe e poi a sporgere una denuncia nella speranza che la Procura disponesse una misura cautelare. Visto l'andazzo ne abbiamo dato comunicazione anche al Ministro Franceschini (clicca per leggere l'allegato), ma per tutta risposta la responsabile per l'archeologia presso la locale sopraintendenza -che pure era colpevole di non aver condizionato l'opera viaria sin dalla fase progettuale- ha voluto minimizzare e farci credere che la cosa era sotto controllo, sebbene costretta ob torto collo a disporre tardivamente le dovute indagini. Tutto a posto? Nemmeno per sogno! Ebbene, quest'oggi li abbiamo presi con il sorcio in bocca. Sicuri di farla franca e tranquillizzati dall'articolo rassicurante della corrispondente locale del MV, erano intenti a mettere tutti davanti al fatto compiuto: a ricoprire il tutto con un enorme rilevato realizzato con scorie di alto forno. Non ci è rimasto che pararci davanti agli escavatori ed impedire la prosecuzione dei lavori e, nonostante le minacce dei responsabili dell'impresa, abbiamo chiamato in soccorso il comandante dei Carabinieri di Palmanova. Solo allora sono accorsi il direttore dei lavori e la archeologa consulente dell'impresa; solo davanti all'arrivo dei Carabinieri, i “poverini” hanno ammesso l'errore e si sono visti costretti a promettere di interrompere i lavori. Ora sporgeremo una nuova denuncia, e chissà che la Procura non si decida di disporre il dovuto sequestro. Mi raccomando di non dirlo alla RAI: potrebbe ricordarsi che esiste l'art. 21 della Costituzione!” 

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