La questione bancaria in Ue il duello Italia – Germania

Schaeuble chiede un tetto del 25% sui Bond delle banche, Renzi pone il veto

La risoluzione sull'Unione bancaria è stata votata martedì a maggioranza dalla commissione Affari economici (40 voti a favore 16 contrari) del Parlamento europeo. Il provvedimento è stato presentato dal presidente del Comitato per gli affari economici e monetari, Roberto Gualtieri e si articola in 41 punti tra cui quello relativo alla esposizione in titoli di Stato delle banche, l’argomento più delicato al centro delle polemiche.
Su tale argomento, il premier italiano, Matteo Renzi, aveva apertamente attaccato la controparte tedesca dichiarandosi pronto a porre il veto a qualsiasi tentativo di porre un limite alla quantità di titoli sovrani “in pancia” alle banche. Sul fronte opposto, il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble e il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, puntano a introdurre una soglia del 25% per il portafoglio titoli delle aziende di credito. A conferma del braccio di ferro che si sta svolgendo attualmente nei palazzi del potere di Bruxelles, se la loro condizione non verrà rispettata, la Germania intende porre il veto sulla approvazione del terzo pilastro dell’Unione bancaria: la garanzia comune dell’eurozona sui depositi bancari. La minaccia di veti incrociati rappresenta un serio ostacolo al raggiungimento di qualsiasi compromesso e la volontà delle parti di imporre le proprie singole posizioni. Il risultato in questo caso è una situazione di stallo, dannosa per tutti quanti.
La mozione di Gualtieri tenta in qualche modo di ricomporre la situazione, in chiave “euro - diplomatica”, richiamando le istituzioni: «Ad una attenta valutazione  delle possibili modifiche di medio termine dell’attuale struttura regolatoria senza ridurre il funding disponibile per gli stati membri, senza determinare involontarie distorsioni di mercato e senza influenzare la stabilità finanziaria, e invita a considerare le eventuali modifiche come parte di uno sforzo coordinato a livello globale».
Riguardo al nodo fondamentale delle banche, si specifica che, allo scopo di ridurre il rischio complessivo: «Dovrebbero essere intraprese alcune misure per ridurre, nei portafogli  la presenza di asset di livello due e di livello tre (quelli tendenzialmente meno liquidi e rischiosi perché non ci sono strumenti di mercato per determinarne facilmente il prezzo, asset presenti in proporzione molto elevata nei bilanci delle banche nord europee) e bisognerebbe anche assicurare una piena convergenza dei sistemi basati sui rating interni per la misurazione del rischio di credito».
La risoluzione, inoltre, chiede di evitare requisiti regolamentari che implichino una doppia comunicazione dei dati o canali multipli di reporting da parte delle aziende di credito, perché tutto questo implica oneri amministrativi molto consistenti in proporzione per le banche di dimensioni minori.
Per quanto riguarda, infine, il delicato nodo dei crediti deteriorati, la mozione ricorda che la capacità di dismettere tali sofferenze: «È ssenziale perché questo libera capitale e permette di utilizzarlo per concedere crediti a favore delle piccole e medie imprese».
Considerazione, questa ultima, evidente e banale che non risolve di certo il problema.

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