La riforma del Codice degli appalti impatto nullo o quasi per la Regione

«Abbiamo bisogno di lavoro e di legalità: se le nuove normative hanno dato la direttiva di difendere le piccole imprese, credo sia arrivato il momento che chi lavora non sono potenziali delinquenti ma lavoratori che vanno rispettati per ciò che fanno». Questo il deciso commento con cui il presidente di Confartigianato imprese Fvg Graziano Tilatti, ha concludendo il convegno organizzato a Palmanova sul Nuovo Codice dei contratti pubblici, davanti ad una gremita platea con centinaia di imprenditori al Meeting point San Marco.
gli appalti.La nuova normativa in materia (il D. Lgs 50/2016) in vigore dal 19 aprile scorso, riforma il Codice dei contratti pubblici e recepisce le direttive Ue in materia di appalti, servizi e concessionari, stabilendo verifiche più severe per appalti oltre il milione di euro. Tra i presenti, oltre a numerosi relatori ed esperti, anche l’assessore regionale Mariagrazia Santoro e la direttrice centrale infrastrutture e territorio Magda Uliana. Questi ha ringraziato Tilatti: «Per aver difeso l’orgoglio dei dipendenti pubblici».
«Pensare che l’economia, che un Paese possa crescere solo con le autorità che controllano che non ci sia corruzione – ha tuonato Tilatti -, non è quello che i nostri padri costituenti avrebbero voluto. Se ci sono dei fatti di corruzione vengano colpiti i responsabili, ma non si può fare legislazione sull’onda dell’emozione e dei fatti illegali».
Nonostante gli sforzi delle amministrazioni e la disponibilità dei fondi, per Tilatti, il perdurante eccesso di burocrazia ne impedisce il loro utilizzo: «Chiediamo dunque ancora uno sforzo alla pubblica amministrazione per stare vicino a chi fa impresa. Siamo preoccupati – ha concluso - ma determinati a sconfiggere l’incapacità».
Santoro, da parte sua, ha confermato la potestà in materia della Regione e l’intenzione di: «Porsi obiettivi concreti in tema di appalti: in una Regione in cui non ci sono ritardi nel pagamento, le stazioni appaltanti non hanno inteso di avviare lavori nell’incertezza di avere gli spazi finanziari. Ci siamo concentrati sul volano delle opere, per rendere operativi alcuni finanziamenti». Tra le azioni assunte da Trieste, Santoro ha citato la creazione di un fondo di anticipazione sulla progettazione per permettere alle stazioni appaltanti di giungere all’esecutivo.
gli effetti. Precisando che nella nostra regione il 95% degli appalti sono sotto la soglia del milione di euro, la direttrice Uliana ha aggiunto: «Per le opere appaltate dalla Regione, il 1% è inferiore a 150 mila euro, il 34% inferiore a 500 mila e superiore a 150 mila. Il 10% è inferiore a un milione e superiore a 500 mila euro. L’impatto del nuovo codice se non nullo, è modesto. Non credo – ha aggiunto - che il modo migliore per valorizzare e realizzare delle procedure di gara che devono perseguire l’interesse pubblico sia quello di spezzettare la cosa: il controllo della cosa non ce l’ha nessuno».
Riguardo agli effetti per l’edilizia, Gino Stefanutti, capo categoria regionale edilizia di Confartiginato imprese Fvg ha segnalato diverse criticità: «Per le attestazioni Soa rileviamo il sussistere di forti contraccolpi per le piccole imprese nella parte che limita il periodo di riferimento per la dimostrazione dei requisiti agli ultimi 5 anni, un periodo di forte crisi per l’economia. Mi chiedo inoltre, se il passaggio dal patto di stabilità a quello di pareggio di bilancio favorirà o meno, nel breve periodo, le nostra amministrazioni locali nell’approvazione del bilanci e la conseguente liberazione di tutte le risorse economiche disponibili».

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