La vicenda della Bad-bank altro “pasticcio all’italiana”

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La questione della “banca ponte” creata dallo Stato italiano per salvare dal fallimento le 4 banche (Banca Marche, CariFerrara, CariChieti e Banca Etruria) rischia di diventare un boomerang. La commissione europea, infatti, ha intimato il nostro governo di risolvere la situazione entro il 30 aprile 2016. Oltre tale data, le banche non sarebbero più autorizzate ad esercitare la normale attività. Questo ne decreterebbe la loro fine. Nel frattempo, fonti ministeriali annunciano uno slittamento del termine a settembre.
la commissione ue. Secondo indiscrezioni, poi confermate dalla stessa Banca d’Italia, nella lettera di "autorizzazione" alla risoluzione del 22 novembre scorso la Commissaria Ue alla concorrenza, Margrete Vestager, avrebbe imposto il 30 aprile come termine ultimo per la cessione delle nuove banche guidate da Roberto Nicastro. Questa la parte cruciale della missiva: «Se la banca ponte non sarà venduta entro il 30 aprile 2016, interromperà immediatamente ogni attività diversa dal recupero dei crediti in essere a quella data, non svilupperà nessuna nuova attività o business, non entrerà in nuovi mercati e non acquisirà nuovi clienti».  Resterebbe dunque solo un mese per risolvere la complessa situazione. Tra i punti caldi sollevati dalla missiva, quello relativo all’utilizzo del Fondo di risoluzione previsto dal nuovo regime del bail-in per rimborsare parte dei risparmiatori truffati e i creditori di bond subordinati che hanno subito perdite. Tale comportamento è stato tradotto da Bruxelles come “un aiuto di Stato” e quindi da rimuovere e/o sanzionare.
In realtà i problemi da risolvere non sono finiti: nella lettera la commissaria Vestager scrive che: «Le sofferenze delle quattro banche salvate sono state violentemente sottovalutate dalla Banca d’Italia, che ha ordinato la loro cessione alla cosiddetta bad bank a un prezzo nettamente inferiore al reale valore economico». Secondo i calcoli dell’esecutivo dell’Unione Europea, il prezzo medio del 17,6% del valore nominale dei crediti deteriorati «Consentirà alla bad bank un notevole profitto che sarà riversato sul Fondo di risoluzione», lo stesso che non doveva essere utilizzato per rimborsare i correntisti.
italia. In risposta a tali polemiche, l’Italia, attraverso il Ministero dell’economia, annuncia che la scadenza entro cui le autorità italiane ritengono si possa concludere l'iter di cessione può essere individuata indicativamente a settembre. In sostanza, alla durezza dei vertici di Bruxelles, si sovrappone anche questa volta, la ricetta “all’italiana”, secondo cui tutto si aggiusta, basta volerlo.
Nella sua più volte citata lettera, il commissario europeo alla concorrenza, Vestager specifica che il salvataggio delle 4 banche dovrà avvenire invece entro il 22 novembre 2017, data con la quale scatterà la messa in liquidazione e sarà revocata la licenza bancaria.
Ma anche in questo caso, il condizionale è d’obbligo.

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