L’Anac di Cantone trasmette alla procura di Roma un verbale. Virginia Raggi rischia di venir indagata per l’incarico al fratello di Marra

Chi di giustizialismo colpisce di giustizialismo perisce, o almeno c'è il ragionevole dubbio possa finire così. Ovviamente il riferimento è al M5S che presto, forse prestissimo, si troverà a fare i conti con la nuova tegola che cade sul capo di Virginia Raggi,  Sindaco di Roma che rischia di stracciare ogni record di minor permanenza al Campidoglio, almeno fra i Sindaci eletti direttamente dal popolo (dal 1993), record di 28 mesi che appartiene a Ignazio Marino. L’Autorità nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, ha infatti trasmesso oggi alla procura di Roma e alla Corte dei Conti gli atti sulla nomina a responsabile del Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, l'ex capo del personale e braccio destro della sindaca arrestato per corruzione.
Come è noto proprio Raggi si era spesa in prima persona a difesa del suo fedelissimo, tirato in ballo da un esposto del sindacato dei dirigenti regionali per non essersi astenuto dal controfirmare la delibera che ricollocava suo fratello con una promozione economicamente rilevante. In quel caso, attraverso una memoria difensiva inviata una decina di giorni fa e di cui però si trova traccia solo giornalistica, la prima cittadina di Roma si era assunta la responsabilità della nomina ritenuta illegittima e per questo rischierebbe l’iscrizione nel registro degli indagati per abuso d’ufficio. Nulla di grave fossimo in un paese normale, almeno fino ad una prima condanna o almeno ad un rinvio a giudizio, ma dato che il movimento cui appartiene il sindaco professa da sempre il teorema che l'indagato debba dimettersi la conseguenza coerente dovrebbe essere scontata. Ma in realtà non è detto sia così, perchè la rigidità di certi teoremi trova spesso le eccezioni perchè anche nel M5s esistono figli e figliastri
Nel comunicato dell'Anac è specificato che questa contestazione «sussiste sia nel caso in cui il dirigente abbia svolto un mero ruolo formale nella procedura, che nell’eventualità di una sua partecipazione diretta all’attività istruttoria, come sembrerebbe emergere dall’ordinanza sindacale n. 95/2016». Sulla vicenda dell'incarico affidato a Renato Marra, scrive sempre l'Anac, il sindaco Virginia Raggi ha dichiarato di aver compiuto da sola, in totale autonomia, l'istruttoria sul conferimento degli incarichi dirigenziali. Ma nell'ordinanza con cui è stato conferito l'incarico si fa esplicito riferimento alla «istruttoria svolta dalle strutture competenti ai sensi della disciplina vigente». È questa la «contraddizione» relativa al comportamento e alle dichiarazioni del sindaco, rilevata nella delibera Anac. Insomma per difendere il proprio pupillo la raggi forse si è messo in guaio che rischia davvero di portare la Capitale d'Italia a nuove elezioni. E intanto “piccole buche crescono”.

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