Lavoro: Rapporto 2017, aumentano occupazione, ma che resta precaria, e innovazione spesso finalizzata alla diminuzione del “fattore umano”

Il Friuli Venezia Giulia ha imboccato la via d'uscita dalla crisi e prosegue nell'andamento di crescita economica ed occupazionale. Viene letto così dalla Regione il Rapporto 2017 sul mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia presentato durante il convegno "La grande trasformazione?" organizzato dall'Agenzia regionale per il Lavoro e moderato dal conduttore radiofonico di Radio2 Massimo Cirri.

Il rapporto evidenzia innanzitutto una ripresa economica e occupazionale: la variazione percentuale del Pil a prezzi di mercato (a valori concatenati) segna un +1%, in linea con la media nazionale, mentre l'occupazione sta ritornando ai livelli pre-crisi, con 510 mila occupati nel 2017 (+2% rispetto al 2016; erano 520 mila nel 2008). Il problema è che la qualità dell'occupazione non è la medesima del passato, precarizzazione e insicurezza sul mantenimento dei posti di lavoro la fanno da padrone.

Se infatti il tasso di occupazione in regione ha raggiunto il 66,1% (fonte Istat - III trimestre del 2017), ovvero lo stesso livello del 2008; quello di disoccupazione, nel secondo trimestre dell'anno scorso, è sceso al 6,45% (contro l'8,2% del 2016) a crescere e  soprattutto l'occupazione dipendente a tempo determinato ed anche se diminuisce il tasso di disoccupazione generale e di lunga durata il futuro non sembra essere così roseo. Aumenta l'occupazione femminile, soprattutto nei servizi e nel lavoro indipendente, così come aumenta l'occupazione nella manifattura e nell'industria, trainando con sé il settore dei servizi dove si genera il maggior numero di opportunità occupazionali ma che difficilmente è a tempo indeterminato.

In termini assoluti, nel terzo trimestre 2017, su 510 mila unità, gli occupati nell'industria sono poco più di 128 mila e oltre 342 mila nei servizi.

Il Friuli Venezia Giulia resta in testa alle classifiche nazionali per innovazione. Più della metà delle nostre aziende sta realizzando investimenti in progetti di innovazione e l'incidenza delle start-up sul totale delle società di capitali (72 ogni 10.000) è fra le più alte d'Italia con Trieste e Pordenone ai vertici della classifica per territori provinciali. Nel 2014, anno cui si riferiscono le ultime rilevazioni, in Friuli Venezia Giulia la spesa complessiva in Ricerca e sviluppo interna è stata superiore ai 560 milioni di euro con una crescita del 7% rispetto al 2013: un risultato che porta i livelli di investimento all'1,64% del Pil a fronte di un obiettivo dell'1,69% che la Regione si è data nel POR-FESR 2014-2020. Una parte delle imprese regionali sta investendo nell'innovazione tecnologica, in particolare nell'Industry 4.0. Fattore certamnete positivo ma che in molti casi è finalizzata alal dininuzione nei processi produttivi del fattore umano che vuol dire del lavoro a favore di macchine anzichè di lavoratori.

Secondo la Regione è necessario concentrare i propri sforzi sull'innovazione dei sistemi produttivi e sulla valorizzazione dei sistemi scientifici, incentivando l'uso sostenibile delle risorse e un'occupazione di qualità. Per l'Amministrazione del Friuli Venezia Giulia questa strategia rappresenta un pilastro cruciale della politica di sviluppo del territorio, per riposizionare e specializzare le imprese regionali in segmenti a più elevato contenuto tecnologico e per conseguire un aumento per conseguire un aumento della competitività sui mercati internazionali.

Parallelamente, la Regione, con il nuovo assetto dei Centri per l'impiego e la ristrutturazione dell'offerta di consulenza e intermediazione a lavoratori e imprese, ha sfidato le minacce più rilevanti di questi anni che consistono in una crescita relativamente più alta del lavoro temporaneo, in un volume ancora alto di disoccupati tra le componenti più fragili (giovani, donne, over 55) e nella riduzione della popolazione in età attiva, con una tendenza all'aumento dell'età dell'offerta di lavoro.

Nell'ambito delle politiche attive del lavoro le azioni svolte dalla Regione sono state complessivamente quasi 174 mila (vi sono compresi servizi di accoglienza, orientamento di base, laboratori, misure di carattere formativo compresi i tirocini, accompagnamento al lavoro e servizi di incontro di domanda/offerta, orientamento professionale, etc) con un aumento nel 2017 del 22,2% rispetto al 2016. Le imprese coinvolte nel servizio di incontro domanda/offerta sono state 2552, con 7241 profili professionali ricercati. Su 10158 candidati, di cui oltre la metà in carico ai Centri per l'impiego, il 49% sono stati assunti in seguito alla segnalazione

Potrebbero interessarti anche...