“L’icona russa e la Nuova Arte” mostra a Palmanova tra suggestione spirituale e tradizione figurativa

 

Dal 19 dicembre 2017 al 4 febbraio 2018, alla Polveriera Napoleonica di Contrada Garzoni a Palmanova, apre la mostra dedicata a “L’Icona Russa e la Nuova Arte”. Grazie a un’iniziativa congiunta della Fondazione Aquileia, del Comune di Palmanova, al sostegno delle Ambasciate della Federazione Russa presso la Santa Sede e presso il Quirinale e alla generosità di un mecenate russo, vengono esposte 36 icone provenienti dal Museo d’arte e di cultura russa Andrey Rublev e dal Museo Privato dell’Icona Russa. L’inaugurazione è prevista per lunedì 18 dicembre alle 17. L’esposizione sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Chiusa il 25 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018. Ingresso gratuito. La mostra ha avuto una prima tappa a Roma, nella sede di Palazzo Braschi, in occasione dei 25 anni delle relazioni diplomatiche tra la Federazione Russa e l’Ordine di Malta, e si presenta ora a Palmanova come seconda e ultima tappa in Italia ed evento speciale per celebrare l’ingresso della Città fortezza di Palmanova nel Patrimonio Mondiale UNESCO, avvenuta nel luglio scorso. «Questa mostra è un progetto artistico straordinario, che mette in luce l’universalità del linguaggio iconico della rappresentazione di fede e costituisce un particolare approfondimento con la grande cultura russa» commenta il Sindaco Francesco Martines. E aggiunge: «L’Amministrazione Comunale ha operato in questi anni nella direzione della conoscenza e della valorizzazione del proprio patrimonio culturale, creando una serie di progetti di cooperazione transfrontaliera che hanno favorito la creazione di una rete di relazioni con culture diverse. L’esposizione che andiamo ad ospitare è una grande occasione per Palmanova, per proporci come grande sede museale, come città d’arte e come meta turistica internazionale».

In mostra verranno presentate opere di botteghe e laboratori molto noti (come una Trasfigurazione dipinta nel Palazzo dell’Armeria di Mosca), icone provenienti dalle regioni del Volga, di Kargopol’, del bacino del fiume Kama – territori nei quali nel corso del XVII-XVIII secolo si svilupparono scuole e maniere iconografiche locali. Ai visitatori saranno presentate icone mariane (la Madre di Dio Odigitria di Šuja e la Madre di Dio Odigitria di Tichvin del XVII secolo, la Madre di Dio della Passione della fine XVII-primo terzo del XVIII secolo), un ciclo cristologico (la Trasfigurazione del XVII secolo, l’Entrata del Signore a Gerusalemme del XVIII secolo, la Resurrezione di Cristo del XVIII secolo) e anche l’Arcangelo Michele, San Nicola Taumaturgo (di Zarajsk), il Miracolo di san Giorgio e il drago, i Martiri Quirico e Giulitta, la Grande Martire Parasceve, e infine, raffigurazioni di santi monaci russi: San Sergio di Radonež, i Santi Zosima e Savvatij, San Makarij di Unža, San NildiStolbnyj, i Santi Evfimij e Chariton di Sjamžem.

Le icone esposte si collocano tra la fine del Seicento e la fine del Settecento, periodo che corrisponde al “secolo d’oro” di Palmanova. Un momento di grande vitalità e cambiamento che portò la Fortezza dall’essere una “città caserma” a diventare centro di scambi e punto di riferimento per le realtà agricole e produttive circostanti.

«Le opere esposte - rileva il Presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi - evidenziano un fatto nuovissimo nell’arte dei pittori di icone russe: un genere artistico apparentemente immutabile, che da quasi mille anni riproduceva soggetti e stilemi invariati, si inseriscono per la prima volta elementi e spirito provenienti da lontano. Il vento del Barocco italiano ed europeo era giunto fin nelle città e nei remoti villaggi russi dove lavoravano e pregavano gli “scrittori” di icone (questa l’espressione con cui la cultura russa definisce gli artisti iconografi). Un Barocco un po’ “diluito” dal lungo viaggio, ma ben riconoscibile e godibile, come d’altra parte i segni lasciati dal Seicento sull’austera struttura e sull’architettura militare palmarina. E questa apertura nei confronti di tendenze artistiche nuove sembra aver determinato una modificazione genetica nell’arte dello “scrittore” di icone che da allora sembra voler seguire e talvolta anticipare i tempi. Ne sono testimonianza due opere che chiudono la mostra: un’opera di Vladimir Tatlin “Composizione con superfici trasparenti”(1916), mai esposta finora, oltre a una scultura contemporanea in ferro ed acciaio “Madre di Dio Grande Panagia“ di Dmitrij Gutov (2012)”».

«La lungimiranza dell'amministrazione comunale aquileiese, dall'istituzione della Fondazione fino ad oggi, è stata premiata dai risultati raggiunti proprio per la fattiva collaborazione con gli enti del territorio. Questo ulteriore passo consolida la vocazione di Aquileia a svolgere il ruolo di trait d'union per la promozione di questo territorio» aggiunge il Sindaco di Aquileia Gabriele Spanghero.

La presenza di questa mostra a Palmanova ricorda anche come la vicina Aquileia abbia per secoli rappresentato la Porta ad Oriente dell’Impero Romano prima e del Patriarcato poi.

«Una vocazione pienamente raccolta - sottolinea la Presidente Debora Serracchiani - dall’intera Regione Friuli Venezia Giulia che ha coltivato una specifica capacità di dialogo e di interazione con i Paesi balcanici e ben più oltre, grazie anche all’intraprendenza di imprenditori friulani di primissimo ordine, oggi ben radicati nella Federazione Russa e nell’intera regione». Sempre la Presidente Serracchiani nota che «la Fondazione Aquileia, portando “L’Icona Russa e la Nuova Arte” a Palmanova, dimostra il suo impegno non solo per la città di Aquileia ma anche per il territorio circostante e la volontà di “fare sistema“ con i comuni limitrofi, nella speranza che questo possa costituire un invito alla collaborazione per il futuro tra le molte realtà culturali che offre la nostra Regione. Solo interagendo con Palmanova, Grado, Cividale, le Ville e i Castelli della Regione riusciremo infatti ad offrire ai visitatori un richiamo forte ed efficace a conoscere meglio la nostra bellissima Piccola Patria».

Curatrice del progetto è la direttrice della sezione di studi e ricerche scientifiche del Museo Andrey Rublev, Lilija Evseeva.

L’organizzazione della mostra è stata resa possibile grazie al sostegno della fondazione “Museo Privato dell’Icona Russa”, fondata da Mikhail Abramov. Il progetto che ha portato in Italia la collezione, rappresenta un esempio di collaborazione tra pubblico e privato e offre l’occasione di esporre all’estero anche opere provenienti da uno dei principali musei statali russi.

Gli organizzatori auspicano che la presenza dell’importante mostra di icone russe a Palmanova possa costituire un segnale della marcata volontà di ripresa di un più approfondito dialogo a tutto campo con il mondo della grande cultura russa che un contributo così importante ha dato alla cultura e all’arte europea in un secolare processo di fertilizzazione incrociata e di reciproco stimolo.

Informazioni

Apertura mostra “L’Icona Russa e la Nuova Arte”

Dal 19 dicembre 2017 al 4 febbraio 2017

Orario: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18

Chiuso il 25 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018.

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