L’Ires Fvg fotografa i primi 9 mesi in regione: assunzioni a tempo indeterminato in calo, voucher verso quota 5 milioni

Frenano le assunzioni a tempo indeterminato in Friuli Venezia Giulia. Lo rileva una rielaborazione di Alessandro Russo, ricercatore dell'Ires Fvg, su dati Inps relativi al settore privato, esclusi agricoltura e lavoro domestico.

Dopo la notevole espansione del 2015, nei primi nove mesi del 2016 i nuovi contratti “senza termine” risultano in calo del 37,8% in Friuli Venezia Giulia a confronto dello stesso periodo dell'anno precedente, flessione più marcata rispetto a quella nazionale (-32,3%). Nei primi nove mesi del 2016 risultano comunque in crescita in regione le assunzioni a termine (+6% contro il +3,4% nazionale) e in sensibile aumento quelle degli apprendisti (+17,9%, in Italia +20,8%) dopo un anno contrassegnato da una dinamica negativa. Quest’ultima tipologia contrattuale, a seguito del ridimensionamento degli sgravi contributivi, torna a essere più conveniente per le imprese che intendono assumere giovani lavoratori.

Sempre su base tendenziale (gennaio-settembre 2015-2016) sono in netto aumento anche le trasformazioni a tempo indeterminato dei rapporti di apprendistato (+19,8% in regione, a livello italiano sono invece in calo, -2,2%) mentre diminuiscono quelle dei tempi determinati (-32,6% in linea con la variazione nazionale pari a -34,4%).

Il numero delle cessazioni registra una flessione nei primi nove mesi dell’anno in regione, in particolare per quanto concerne gli apprendisti (-10,8%); la variazione complessiva è pari a -3,3%. La diminuzione delle interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, in calo del 4,6%, non è più sufficiente a bilanciare quella delle assunzioni e delle trasformazioni; il saldo risulta pertanto negativo e pari a -444 unità. Dopo il notevole incremento dell’occupazione a tempo indeterminato dell’ultimo anno e mezzo, dunque, sembra ormai iniziata una fase negativa in regione, mentre a livello nazionale il saldo risulta ancora positivo (+47.455 unità), sebbene in decisa diminuzione nel tempo.

Si può osservare, infine, che le assunzioni a tempo indeterminato che hanno usufruito dell'esonero nei primi nove mesi dell'anno sono state in regione circa 4.500 (pari al 35,4% del totale), le trasformazioni di rapporti a termine sono state quasi 2.500 (44,7% del totale).

Il lavoro accessorio

Nei primi nove mesi del 2016 prosegue la crescita del ricorso al lavoro accessorio, sia in regione, sia con ritmi ancora più sostenuti a livello nazionale. Il numero di voucher venduti in Friuli Venezia Giulia nei primi nove mesi del 2016 ha sfiorato i 4,9 milioni, con una crescita del 29,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (1,1 milioni in più). A livello nazionale l’incremento è stato percentualmente maggiore, pari al 34,6% (al primo posto la Campania con +53,3%, all’ultimo la Valle d’Aosta con +22,1%), nell’insieme delle regioni del Nordest al 31,1%. Per comprendere meglio l’evoluzione di questo fenomeno nell’ultimo biennio si può osservare che, sempre su scala nazionale, il numero di voucher venduti da gennaio 2015 a oggi (224,6 milioni) è stato nettamente superiore al numero di buoni lavoro totalizzati nei sette anni precedenti (162,1 milioni).

Un 2016 con tante nubi

La dinamica negativa di quest’anno, che si conferma anche nel mese di settembre, è ormai consolidata e in parte conseguenza della forte accelerazione delle assunzioni a tempo indeterminato che si è verificata alla fine del 2015, determinata dalla possibilità per le imprese di usufruire di una decontribuzione più vantaggiosa. Con la legge di stabilità 2016 è stata infatti introdotta una nuova forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura dell’agevolazione prevede l’abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro - esclusi i premi Inail - in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro, contro gli 8.060 euro dell’anno precedente) per un biennio dalla data di assunzione (nel 2015 la durata era pari ad un triennio).

È inoltre possibile prevedere che, data la congiuntura economica ancora incerta, gli ultimi mesi del 2016 registreranno un divario ancora maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, che era stato contrassegnato da un picco delle assunzioni a tempo indeterminato a dicembre (in un solo mese a livello nazionale si era concentrato il 16,5% delle assunzioni dell’intero anno).

Bisogna considerare che la fase di ripresa dell'economia, cominciata nel 2015, secondo le principali analisi disponibili ha subito una decelerazione nel corso del 2016, sebbene ci siano anche indicazioni di segno opposto, come la ripresa della produzione industriale tra agosto e settembre. Questo peggioramento del contesto macroeconomico ha avuto dei riflessi anche sul mercato del lavoro, come dimostrano le stime dell’Istat sull’occupazione che, nel secondo trimestre del 2016, nella nostra regione ha mostrato degli evidenti segnali di rallentamento.

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