L’Italia difende “Ospiti in arrivo”, esagerate le accuse della Procura

Gara di solidarietà. Parlamentari, avvocati, giuristi firmano una petizione in difesa della Onslus. Tre volontari sono indagati per avere accompagnato alla Caritas un gruppo di richiedenti asilo un’inchiesta che, secondo “L’Espresso”, «stravolge l'articolo 2 della Costituzione».

Gara di firme sul web in difesa della Onlus “Ospiti in arrivo” di Udine. Che dire? Eureka!
Che le indagini nei confronti dei volontari fossero a dir poco vergognose e strumentali, lo avevamo sottolineato con rammarico in un nostro articolo alcuni giorni fa, facendo notare come le istituzioni s’accanissero nel tentativo di “uccidere” la solidarietà mettendo a tacere chi, invece, alla solidarietà ancora ci crede, così come alla nostra Costituzione.
Ricordiamo che la Procura di Udine ha accusato tre ragazzi dell’associazione umanitaria cittadina, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, e questo per aver fornito ad alcuni rifugiati politici informazioni legali su come richiedere asilo e averli poi accompagnati alla Caritas.
«Un'inchiesta che stravolge l'articolo 2 della Costituzione» ha commentato anche il collega Fabrizio Gatti de “L’Espresso”.
Già, perché una follia del genere non poteva certo passare inosservata rimanendo dentro i nostri confini, ed è apprezzabile che nonostante i toni lapidari del più diffuso quotidiano friulano, peraltro inglobato nello stesso Gruppo di Gatti, buona parte della società civile italiana si stia levando in un coro di solidarietà per quella che appare una indagine decisamente “border line”.
In pochi minuti di pubblicazione dell’appello, infatti, le firme sono arrivate a 635 in un batter d’occhio.
Ecco che in risposta alle grottesche accuse della Procura di Udine, con il titolo: «Se accogliere e accompagnare alla Caritas i richiedenti asilo è un reato, allora siamo tutti complici. Arrestateci tutti!» il cronista de L’Espresso promuove la gara di solidarietà sul web per i tre volontari udinesi. E fonti sicure ci informano che nei prossimi giorni si uniranno all’iniziativa altre testate nazionali. Al momento, tra i primi firmatari spiccano: Loris De Filippi, presidente di “Medici senza frontiere - Italia”; l'avvocato Alessandra Ballerini, difensore di Erri De Luca nel famoso processo sulla libertà di critica contro i cantieri dell'Alta velocità; ma anche l'ex ministro Paolo Ferrero, i parlamentari di “Possibile” Giuseppe Civati, Beatrice Brignone, Andrea Maestri e l'europarlamentare dello stesso gruppo, Elly Schlein. Oltre a giornalisti, volontari, attivisti e giuristi come Fulvio Vassallo Paleologo.
«Se donare soccorso, - continua l’appello di “Ospiti in arrivo” - vestiti, scarpe, coperte e cibo a persone abbandonate per strada dalle istituzioni che sembrano ricordarsi di loro solo quando viene il momento di sgomberarle dai luoghi in cui hanno trovato rifugio è un reato, allora noi tutti ci dichiariamo pubblicamente colpevoli. Se fornire “precise indicazioni sulla procedura di riconoscimento dello status di rifugiato” è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina allora tutti noi avvocati, mediatori, giuristi, attivisti, giornalisti, operatori delle varie organizzazioni e associazioni di volontariato siamo colpevoli. Arrestateci. Arrestateci tutti!».
Per chi volesse firmare: clicca qui

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