“Manifestare contro i fascismi non è mai un errore”. Lettera appello di LeU a Paolo Gentiloni per autorizzare la manifestazione a Macerata

Una lettera-appello, firmata da Pippo Civati, Nicola Fratoianni e Roberto Speranza per Liberi e Uguali e indirizzata al premier Paolo Gentiloni e al ministro dell'Interno, Marco Minniti, per chiedere di autorizzare la manifestazione di sabato prossimo a Macerata è stata trasmessa e diffusa alla stampa questa mattina. Questo il testo: "La scelta che avete fatto di vietare la possibilità di manifestare sabato prossimo a Macerata è sbagliata e pericolosa. Quello che è successo a Macerata ha un nome preciso: si tratta di un atto di terrorismo. Una tentata strage, le cui ragioni hanno una matrice precisa: fascismo e razzismo. Non il gesto di un folle, di un pazzo, di un criminale isolato. Qualcosa di molto più grave. Quando dalle parole di passa alle pistole succede qualcosa che non possiamo ignorare. E di fronte a cui occorre reagire.

In tutta Europa, per fortuna, la risposta al terrorismo ha mobilitato un dispositivo largo, composito, determinato. Oggi, qui, occorre una risposta che abbia le stesse caratteristiche. E devo dirvi che troviamo sbagliate e ingiustificate le parole di chi, come il Sindaco di Macerata, chiede di evitare le manifestazioni in nome di un silenzio rispettoso della città, e delle sue ferite.

Non tutte le manifestazioni sono uguali. In questi giorni prima Casa Pound e poi Forza Nuova che annuncia di voler farsi carico delle spese legali di Traini (immaginate cosa sarebbe successo ad una organizzazione che in un qualsiasi posto d'Europa colpito dagli attentati avesse annunciato una simile volontà) manifestano a Macerata.

Fascismo e Antifascismo non sono in nessun modo paragonabili. Né possiamo accettare che in nome di una malintesa responsabilità torni la teoria degli opposti estremismi. Il rischio, altrimenti, è quello di spianare la strada al ritorno delle peggiori culture che abbiamo conosciuto. Per tutte queste ragioni manifestare non è mai un errore. Perché manifestare l'antifascismo, celebrare la nostra religione civile, la nostra Costituzione è sempre giusto. E necessario. Per questo chiediamo che l'annunciato divieto a manifestare non venga messo in atto".

Intanto si moltiplicano le prese id posizione critiche contro la decisione dell'Anpi  di aderire alla richiesta del sindaco PD di Macerata di non partecipare alla manifestazione che invece con ogni probabilità verrà svolta ugualmente anche senza autorizzazione visto

l’appello lanciato dai centri sociali e dai movimenti delle Marche contro il fascismo e il razzismo, che hanno confermato la manifestazione di sabato pomeriggio, per la quale arriveranno pullman da ogni parte d’Italia. I centri sociali tirano dritto, nonostante il divieto della Prefettura e del ministro Marco Minniti: «Sabato tutti a Macerata contro il razzismo, per l’antifascismo, per la democrazia». Le realtà di movimento delle Marche definiscono «gravissime e incredibili le parole del ministro dell’Interno. Il divieto dopo una tentata strage fascista di esprimere liberamente e pacificamente la propria indignazione è un atto che non ha precedenti nella storia della Repubblica». E sulla mancanza di adesione delle sigle Arci, Libera, Cgil, centri sociali e movimenti contro il razzismo e il fascismo sottolineano che «la base verrà, sappiamo per certo che verrà, indipendentemente da ciò che dice il vertice nazionale».  A quel punto sarà da capire quale atteggiamento prenderà il ministero degli interni. Si potrebbe arrivare al paradosso di vedere il pugno duro dello Stato contro gli  antifascisti.   Dal canto suo anche Forza Nuova ha  confermato la sua manifestazione, che originariamente doveva tenersi oggi 8 febbraio  alle 20.30 in piazza Cesare Battisti, ma adesso dopo il divieto luogo e ora non sono note.

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