Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Udine, esordisce con un “mandi”, che sembra preludere al commiato

«Mandi, magnifico rettore». Ha esordito così Sergio Matterella all’apertura dell’anno accademico dell’Università degli studi di Udine e qualcuno aveva già pensato di vederlo prendere la porta dato che nessuno aveva spiegato evidentemente al Presidente che il “mandi” è soprattutto una formula di commiato raramente usata some saluto d’arrivo. Ma comunque è apprezzabile lo sforzo del presidente che ha cercato di entrare subito in sintonia con un Friuli che spesso sente un certo isolamento da provincia periferica dell’impero. L’inaugurazione, che per l’occasione si è svolta nel Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ha visto la relazione del Magnifico rettore, Alberto Felice De Toni, gli interventi dei rappresentanti degli studenti e del personale tecnico-amministrativo, e la prolusione del professore emerito, Franco Frilli, sui 40 anni dell’Ateneo friulano nato all’indomani del terremoto che devastò una enorme fetta del Friuli ma che ne decretò anche una rinascita economica e culturale. Mattarella come da prassi è stato accolto dalla presidente del FVG, Debora Serracchiani, dal Presidente della Provincia Pietro Fontanini e dal sindaco di Udine, Furio Honsell e da una platea di uomini delle istituzioni in cerca di un momento di visibilità. Il Capo dello Stato ha sottolineato quelli che secondo lui sono i due risvolti principali che caratterizzano l’ateneo friulano: l’apertura verso il futuro e la ricerca e il rapporto con il territorio. «Il ruolo di ricerca e l’insegnamento caratterizzano Udine come tante altre nostre università – ha precisato Mattarella – . Si fanno sempre passi avanti, si migliora di anno in anno, ogni volta è un’invenzione quella che rende la rete dei nostri atenei preziosa per il nostro paese».  «L’attività dell’università di Udine- ha proseguito il Capo dello Stato – si caratterizza proprio per questo guardare al futuro, a immaginarlo, a costruirlo fin d’ora. E una scommessa per il Paese; gli Atenei sono avanguardia decisiva e fondamentale, e questo ateneo – ha puntualizzato il Capo dello Stato- ne fa parte con grande protagonismo». «Pochi atenei – ha sottolineato il presidente – hanno rapporti così intensi con il territorio. L’università qui è nata in collegamento con il Friuli, con la ricostruzione. È stata l’elemento propulsore della ricostruzione. L’ha accompagnata, ha creato un legame intenso. Ha svolto un ruolo decisivo, giovato dell’impegno dei friulani per il loro rilancio. Ora l’Università si è sviluppata, ha un respiro internazionale. È inserita nelle attività di avanguardia del paese, guarda al futuro». Mattarella ha quindi sottolineato «il ruolo della ricerca e dell’insegnamento che ogni anno viene vissuto in maniera nuova in qualunque ateneo. Ogni anno la ricerca fa passi avanti e l’insegnamento si giova della ricerca; ogni volta è un’invenzione e questa vitalità rende la rete degli Atenei preziosa per il Paese»

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