Meningite, la Direzione Salute della Regione assicura: nessuna emergenza o epidemia, ma il vaccino resta importante

Nessuna emergenza, nessuna epidemia. Se in Italia gli allarmi legati alla meningite sono, ormai, praticamente all’ordine del giorno, la Regione Fvg ci tiene a tranquillizzare i suoi abitanti. Per quanto riguarda il meningococco, nel 2016 ci sono stati appena tre casi, mentre nel 2015 erano stati due: dati assolutamente in linea con quelli degli anni precedenti.

È il quadro tracciato dalla Direzione centrale Salute della Regione, che però rimarca come la vaccinazione sia sempre la misura più efficace per ridurre il rischio di diffusione delle infezioni da meningococco, poiché assicura una protezione diretta della persona vaccinata ma anche indiretta nei confronti della popolazione generale, in quanto riduce la circolazione del batterio anche negli eventuali portatori.
Il germe si annida, infatti, in modo benigno nella gola di portatori sani e sporadicamente contagia chi ha con loro contatti ravvicinati. In sostanza, anche se non si sono registrati dei picchi nei casi di meningite e le crescenti preoccupazioni di questi giorni sono legate prevalentemente a un allarme mediatico, finora del tutto ingiustificato sotto il profilo scientifico, la vaccinazione è assolutamente consigliata perché l’infezione, pur colpendo di rado, spesso lascia gravi conseguenze e ha talvolta esiti mortali.
Come ricorda la direzione Salute, devono essere prioritariamente vaccinati i bambini piccoli e gli adolescenti, i cui genitori sono di routine invitati dai servizi vaccinali. Infatti le fasce d’età più a rischio sono rappresentate dai bambini dai 0 ai 5 anni, dagli adolescenti e dai giovani adulti che più spesso si ritrovano insieme per studio o svago e quindi risultano più esposti. Proprio per questo motivo, la Sanità regionale del Friuli Venezia Giulia fin dal 2008 offre gratuitamente la vaccinazione contro il meningococco di tipo C (il più aggressivo e il più frequente, in Italia e in Europa) nel calendario vaccinale dell’infanzia e dell’adolescenza, come indicato nel Piano nazionale prevenzione vaccinale.
Eppure, si rileva dalla direzione Salute, molti genitori hanno finora disatteso questo invito e solo nelle ultime settimane si sta assistendo a un aumento della domanda di vaccinazione e giungono ogni giorno centinaia di telefonate alle Aziende sanitarie da parte di persone, anche non a rischio, che chiedono di essere vaccinate. In proposito la direzione Salute segnala a tutti i genitori che non vi è alcuna necessità di anticipare la vaccinazione rispetto a quanto previsto dal calendario vaccinale. A ogni modo presso i servizi vaccinali delle Aziende sanitarie il vaccino è disponibile per tutti coloro che intendono adottare questa misura di prevenzione.
Le vaccinazioni, conferma la direzione Salute della Regione, sono infatti effettuate a tutti quelli che lo richiedono previo appuntamento che sarà dato secondo le disponibilità dei singoli servizi. Il vaccino contro il meningococco C è gratuito fino all’età di 25 anni nonché per le persone che hanno alcune patologie croniche. Oltre i 25 anni si può comunque accedere alla vaccinazione, con una compartecipazione alla spesa da parte del cittadino, legata all’effettivo costo del vaccino. Il pagamento va effettuato al Centro Unico di Prenotazione (Cup).
Indipendentemente dalla attuale situazione di allarme, l’Amministrazione regionale aveva comunque già previsto di offrire gratuitamente a partire dal 2017 anche la vaccinazione contro il meningococco di tipo B a tutti i bambini fino a 5 anni di età, pur se non specificamente indicato dal Piano nazionale prevenzione vaccinale. L’allargamento dell’offerta vaccinale sarà formalizzato con una delibera che sarà portata all’attenzione della Giunta regionale nei prossimi giorni.

Potrebbero interessarti anche...