Merendi & Co a caccia di fantasmi. La sola invisibilità che temono è la loro

wCuriosità. I “Ghost uncover” intervenuti a Udine, stanno seguendo un vero tour. Presenti in tutta Italia a caccia di Garibaldi, Cesare, Fellini e perfino Don Camillo

Fitto fitto di date.
E’ così che si presenta il Tour dei “National Ghost uncover” di tale Massimo Merendi da Forlì. Gli stessi che l’altro ieri si affaccendavano sotto alla Loggia del Lionello a Udine, a caccia di Napoleone Bonaparte.
Ecco che il loro peregrinare lo potremmo definire “L’Oltretomba Vip necro Tour” vista la balsonatura dei cadaveri che inseguono come segugi.
Qualche esempio? Merendi&Co negli ultimi tempi si sono attaccati al lenzuolo di Don Camillo a Bescello, della Monaca di Monza a Monza, di Giulio Cesare sulla gradinata di Spagna, di Federico Fellini a Riccione, di Matilde di Canossa a Modena, di Teodolinda a Trento, di Lucrezia Borgia a Ferrara, di Umberto II ad Asti e di Garibaldi a La Spezia.
Appare evidente, dunque, e non ne fanno certo mistero, che i Vip, anche se “a riposo”, non rinunciano alle vacanze e i voli per “L’al di qua” quest’anno sono stati parecchi. Un vero traffico in cielo!
Indaffaratissimi allora, tra agosto e settembre, i nostri “spiritosi e fantasmagorici paparazzi”, specie il 28 agosto in Versilia.
Che dire?
La visibilità è una brutta bestia. Desiderarla ad ogni costo dovrebbe far salire a otto i peccati capitali.
A soffrire di questa moderna sindrome sono moltissimi, al punto che possiamo parlare di vera e propria pandemia. C’è d’aver paura, sul serio, e i sintomi di questa malattia sono sovente imbarazzanti. Gli untori poi, li vediamo sbucare ogni giorno dal piccolo schermo, ospiti dei Reality, ovvero i moderni Lazzaretti, o manicomi.
Ma in tempi di vacche magre, la sopravvivenza fa aguzzare l’ingegno e i mestieri possibili si fanno sempre più bizzarri.
Ma torniamo a bomba: come tutti sappiamo, “misteriosi” testimoni dopo aver avvistato a Udine lo spettro di Bonaparte avrebbero chiamato a indagare la “National Ghost uncover” che, munita di improbabili magnetofoni, tali da far sembrare un Geloso a valvole un pezzo d’avanguardia, ha subito confermato la presenza della Presenza, descrivendola come un ectoplasma imperiale, di quasi due metri. Roba da far rizzare i capelli!
Fantasmi o non fantasmi, di una cosa però siam certi: il genio militare corso, lo stratega degli strateghi, si presentava come un facocero in formato mignon.
Insomma, dall’alto dei suoi 168 centimetri, Bonaparte non era certo un Adone. Non è forse vero che fu soprannominato “Il piccolo Caporale”? Dello stesso avviso furono i suoi più stretti collaboratori: «E’ fatto male, di piccola statura, con una testa grossa. – disse l’ufficiale Senhouse – La sua corpulenza è tale che il suo stomaco si proietta considerevolmente in avanti, e ha dei brutti denti».
Non meno impietoso, ma lo perdoniamo in quanto inglese, fu il medico Henry: «Napoleone era piccolo e tombolotto con la testa affondata nelle spalle. La faccia era grassa con una pappagorgia».
E allora? Non è che il Merendi è inciampato, per caso, nel sudario di Ermagora o Fortunato?
Anche perché, consentite: cosa c’azzecca la Loggia veneziana con Bonaparte? Più consono sarebbe stato svolazzare a Palazzo Antonini-Belgrado, dove fu ospitato.
Insomma, anche Udine e il suo quotidiano di punta, come tantissime località e redazioni italiane in questi mesi, hanno abboccato alla “zingarata” del Merendi da Forlì, al quale suggeriamo di cercare, prossimamente, quella certa Eulalia Torricelli con tre castelli.
Imu a parte, sarebbe un affare.

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