Migranti, l’Onu boccia la ricetta Minniti, è “disumana” la collaborazione tra Italia e Libia

Un duro attacco alla politica europea e soprattutto italiana sui migranti è arrivata dall’Onu. L’Alto commissario per i diritti umani, il principe giordano Zeid Raad al-Hussein ha definito “disumana” la collaborazione tra Unione europea e la Libia per la gestione dei flussi migratori dall’Africa. “La politica dell’Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell’intercettare e respingere i migranti nel mediterraneo è disumana” sono le parole usate dal funzionario dell’Onu. “La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità”, ha continuato il principe. Non è la prima volta che l’Onu si pronuncia sul modo in cui la Libia tratta le persone che cercano di imbarcarsi verso l’Europa, denunciando soprattutto le situazioni inaccettabili in cui i migranti vengono trattenuti nel Paese nordafricano. Parole dure che trovano sostegno nei racconti di quanto in quei campi di detenzione sono passati. Per altro il quotidiano Repubblica ha pubblicato oggi una foto proveniente dall’interno di quello che viene chiamato il Ghetto di Sabha o Ghetto di Alì. Una immagine orribile che fra l’altro è entrata a far parte degli atti dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Marzia Sabella, e affidata ai sostituti procuratori Geri Ferrara e Giorgia Spiri che ha già portato nei mesi scorsi all’individuazione in due centri di accoglienza italiani di due dei carnefici del centro di detenzione, arrestati e ora sotto processo.

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