Morte Imposimato, i funerali a Roma. Magistrato controcorrente amato anche dai No Tav

Ferdinando Imposimato è morto al Policlinico Gemelli di Roma dove era stato ricoverato d'urgenza il 31 dicembre nel reparto di rianimazione. Era nato a Maddaloni (Caserta) il 9 aprile 1936. I funerali del magistrato e politico morto all'età di 81 anni, si sono svolti  giovedì 4 gennaio a Roma, nella chiesa Mater Ecclesiae, nel quartiere Torrino.
Imposimato fu fra l'altro giudice istruttore di alcuni tra i più importanti processi di terrorismo, come quello per il caso Moro e quello per l'attentato a papa Giovanni Paolo II.
Nel 1987 venne eletto al Senato come indipendente di sinistra nelle liste del Pci, nel 1992 fu eletto Camera e poi nel 1994 nuovamente al Senato. Nel 2013 il Movimento Cinquestelle lo aveva indicato, assieme ad altri nomi, per l'elezione a presidente della Repubblica.
Imposimato era stato ricoverato d’urgenza al policlinico Gemelli di Roma e due giorni dopo si è spento. Per chi crede nei valori della giustizia è una grave perdita, nonostante l'età era ancora attivissimo e non solo per il suo ruolo di presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione.
Amava parlare ai giovani Imposimato e frequentava volentieri convegno organizzati nel mondo della scuola, qualche settimana fa a Roma ad esempio Imposimato era tra i relatori del convegno “De brevitate scholae: sulla brevità della scuola …& dintorni”, svolto nell’aula magna del liceo Classico “Terenzio Mamiani” e durante il suo intervento, Come riporta la rivista “La tecnica della scuola, aveva ricordato quanto fosse importante investire nella formazione dei giovani ed espresso tutta la sua opposizione alla “Buona scuola”. “La scuola pubblica va difesa, aveva detto, i docenti facciano sentire il loro dissenso. Anche con manifestazioni di piazza. Perché non può passare una riforma negativa di questa portata tra il silenzio, se non il consenso, del Paese”. L’ex magistrato aveva ribadito la sua contrarietà verso la Legge 107/15: alla chiamata diretta, ai bonus, all’accelerazione sull’alternanza scuola-lavoro: “La riforma della Buona Scuola rischia di essere devastante per la società civile, per questo bisogna battersi perché in alcuni casi la disobbedienza civile è necessaria”.
Il suo invito ad opporsi ai meccanismi introdotti dalla riforma Renzi-Giannini era rivolto soprattutto ai docenti, al loro ruolo chiave nel trasmettere contenuti corretti: “Dobbiamo ribellarci a questi tentativi di disinformazione e di creare un senso di indifferenza e apatia”. Invece “le persone vanno informate” nel giusto modo. Inutile dire che la scomparsa del magistrato Ferdinando Imposimato ha provocato profondo dolore anche nei movimenti No Tav a distanza di 10 mesi dall’altra grave perdita, l’ing. Ivan Cicconi, spiega Gian Carlo Pastorutti di No Tav Bagnaria. “Negli articoli dei maggiori giornali dedicati a lui oggi, chiosa Pastorutti, non si parla della vicinanza e l’appoggio del magistrato a questi movimenti dai più conosciuti ai più piccoli. Anche noi a Bagnaria Arsa nel 2011 abbiamo avuto il piacere di ricevere una sua testimonianza. A tal proposito va ricordato un suo libro scritto con Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato pubblicato nel 1999 dal titolo Corruzione ad Alta Velocità, frutto del suo lavoro alla Commissione Antimafia in particolare per la tratta TAV Roma – Napoli. Riguardo poi le stragi di mafia, in una intervista alla trasmissione La Zanzara nel 2013 passata inosservata affermò ” Falcone e Borsellino sono morti anche perchè hanno scoperto chi manovrava gli appalti su grandi infrastrutture, tra cui la Tav. Io li conoscevo e avevano scoperto che negli appalti pubblici c'erano la mafia e alcune grandi imprese del nord, anche sulla Tav, una delle grandi opere che ha visto mazzette divise tra mafiosi e criminali”.

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