Nasce “Liberi e uguali”, la nuova formazione di sinistra. 1500 delegati e un nuovo leader: Pietro Grasso

Solo un anno fa in pochi credevano che potesse accadere, la costituzione di una nuova forza di sinistra alternativa al PD renziano non è cosa da poco in considerazione del fatto che i Dem non riescono più a rappresentare per precisa scelta del segretario e della dirigenza quella vasta area di sinistra che ha ingrossato le fila dell'astenzione. Si è aperta infatti stamani, a Roma, l’assemblea dei delegati di Mdp, Si e Possibile, che daranno vita come primo atto a una lista unitaria alle prossime elezioni per poi, almeno sono in tanti a sperarlo, arrivare d unificazione reale che duri ben oltre l'emergenza delle urne. All’ingresso dell'Atlantico all'Eur una lunga fila dei 1500 delegati, insieme a militanti e ospiti. Non si tratta di cosa da poco dato che alla fine di Novembre sono stati eletti i delegati in 158 assemblee in ogni parte d’Italia, costituite in modo unitario da Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, e animate dalla partecipazione di 45mila persone. Così fin dalla prima mattina si è formata una lunga fila non solo i 1500 delegati anche i una folla (5mila persone, secondo gli organizzatori) che hanno voluto esserci una parte dei quali sono rimasti fuori per problemi di capienza, preciso segnale che fa sorridere il leader e presidente del Senato Pietro Grasso: "La partecipazione è una bella cosa. Fa ben sperare", dice arrivando all'assemblea. Sarà infatti proprio il presidente del Senato Pietro Grasso, a chiudere i lavori e prendendo la guida del nuovo soggetto. Lui è stato accolto da un caldo applauso e una standing ovation: tutti in piedi i dirigenti e i delegati del nuovo soggetto, che dovrebbe chiamarsi Liberi e uguali. Sul palco tre vele di colore giallo, blu e rosso, compaiono su un maxischermo accanto alla scritta: “C’è una nuova proposta”. Insomma oggi a Roma si celebra un rito antico della sinistra quella che i molti definiscono scissione ricompattante.
Scissione perché, come sempre è avvenuto nella storia della sinistra italiana a partire da quella del 1921 a Livorno del Partito comunista da quello socialista, tale opzione è qualcosa di profondamente connaturato da un altissimo livello di conflittualità ideologica che in molte occasioni è stat una sorta di maledizione autolesionista che da oggi, sono in tanti ad affermarlo, vedrà la sua ultima consacrazione.

Quella di oggi non è quindi solo la celebrazione e il lancio della nuova formazione con a capo il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ma la scelta del nome evocativo di “Liberi e uguali” si richiama chiaramente agli ideali rivoluzionari francesi di Liberté, Égalité, Fraternité: i primi due ci sono, fanno notare i commentatori più maligni, manca la “fraternità” che un po’ più difficile da ottenere, ma il tempo fa miracoli. Ma quello che manca tanto che la presentazione del logo è stata rimandata a causa di polemiche dovute alla mancanza nel logo della parola “sinistra”. Nei prossimi giorno verrà sciolto anche questo nodo. Storicamente interessante comunque il riferimento a Liberté, Égalité, visto che lo stesso Karl Marx teneva in gran conto la Rivoluzione Francese del 1789 e ancor più la Comune di Parigi del 1871.

Oltre ai dirigenti delle tre formazioni Mdp, Sinistra Italiane e Possibile, sono presenti anche Antonio Bassolino, Susanna Camusso, Claudio Fava, Nichi Vendola, Vincenzo Visco, Gavino Angius, Fabio Mussi, Alfredo D'Attorre, Federico Fornaro, Miguel Gotor, Stefano Fassina, Loredana De Petris, Arturo Scotto.

“Che emozione, un'emozione grande - esordisce scusandosi con le migliaia di persone che sono fuori - Non ci aspettavamo questa bella adesione sin dal primo momento, grazie per la fiducia”, aggiunge. “Serve un’alternativa e allora tocca noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato, difendere principi e valori che rischiano di perdersi, su lavoro, scuola, diritti e doveri. Tasse più giuste e progressive, una vera parità di genere. Per tutto questo, per una nuova proposta per il Paese io ci sono» ha affermato, chiudendo l’assemblea unitaria della sinistra. «Con noi ci sarà una discontinuità nella politica e nel modo di raccontarla: lancio un appello ai ragazzi, prendete in mano il vostro destino”. "Serve un'alternativa all'indifferenza e alla rabbia inconcludente dei movimenti di protesta - scandisce il presidente del Senato - alle favole bellissime che abbiamo sentito raccontare per decenni. Tocca a noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato. Una nuova proposta per il Paese. Io ci sono", dice dal palco. Fin qui le conclusioni del candidato premier in pectore. Ma in realtà il primo a parlare dal palco è stato il leader di Possibile: “Siamo diventati una squadra e mi piace immaginare che oltre a libertà e uguaglianza ci sia anche fratellanza. Il nostro progetto non è solo unire la sinistra, impresa titanica e mai riuscita, ma anche per cambiare l'Italia”, speiga Pippo Civati  alludendo al nuovo nome della lista. Civati ricorda le diseguaglianze sociali, che legge con metafora calcistica. “Non c'è solo il pianto di Buffon. Sono troppi i mondiali ai quali non ci siamo qualificati”. E aggiunge: “Molti di noi siamo qui per una promessa tradita in una legislatura delle promesse tradite. La promessa di proteggere chi è precario. La promessa del non avere un solo al comando. Non è venuta molto bene. Loro sono già al lavoro. Stanno già preparando nuovi tradimenti. Ma noi questa volta li fermeremo”, dice Civati citando Renzi, Di Maio, Grillo. E rivolto a Pisapia: “La coalizione del Pd è una coalizione da incubo. Dove c'è dentro di tutto. Minniti con Bonino. Merkel con i no euro. Giuliano dove c...ampo vai? Perché vai con Alfano che non vuole lo ius soli?".

"In un mondo dove le diseguaglianze si moltiplicano, la sinistra ha perso le parole e le idee. Ha perso la forza per dire 'basta'. Occorre invertire la rotta - dice Nicola Fratoianni dal palco dell'Atlantico - Negli anni della crisi ci hanno raccontato tante balle. A partire da quella per cui la colpa della crisi è di chi stava peggio perché ha vissuto al di sopra delle sue possibilità. Non è vero. E la crisi non tutti l'hanno pagata allo stesso modo. La grande, l'enorme maggioranza, ha visto perdere il salario, i diritti e il potere. E una piccola minoranza si è arricchita”.
"Costruiremo una storia importante tutti insieme - ha detto invece Roberto Speranza (Mdp) - "Il fatto che tu sei qui con noi ci rende forti, ci dice che siamo dalla parte giusta", ha aggiunto rivolto al presidente del Senato Pietro Grasso e ha sottolineato di "essere orgoglioso" della sua presenza. E ancora:  "Sono inaccettabili gli atteggiamenti di queste ore. Dobbiamo dirlo con fermezza, la posizione di Salvini è irricevibile. Ovunque c'è una piazza noi ci saremo. Ma non bisogna essere ipocriti: Salvini andrà al governo con Berlusconi e il Pd non può lanciare una manifestazione contro il fascismo e poi pensare di fare un governo con Berlusconi che si candida con Salvini che copre i fascisti", dice commentando le parole del segretario della Lega sui fascisti di Como e pure la mobilitazione antifascista indetta da Matteo Renzi il 9 dicembre.

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