Non trombe d’aria ma il Downbursts, questo ha colpito ieri il Friuli

Dall'associazione Meteotriveneto la spiegazione scientifica di quanto avvenuto ieri in Friuli, si chiama “Downbursts” e sono devastanti correnti discendenti che accompagnano i temporali intensi spesso sono spacciate per “false” trombe d’aria è invece determinano non vortici d'aria ma un sistema temporalesco caratterizzato da frequenti e diffuse raffiche di vento lineare che superano abbondantemente i 120 km orari. Così spiegano dal l'associazione l'estate 2017 verrà ricordata per le alte temperature, ma anche per i fenomeni temporaleschi intensi fra un'onda di calore e l'altra. Uno dei fenomeni più ricorrenti in questa calda stagione 2017 spiegano è appunto il "downburst". Downburst è una forte corrente d’aria fredda discendente che si instaura all’interno di un sistema temporalesco che ha raggiunto la fase di maturazione, apportando forti rovesci di pioggia e anche grandinate. Il Downburst corrisponde ad un forte “Downdraft“, ovvero una colonna d’aria in rapida discesa che però incontra la superficie del suolo perpendicolarmente tendendo poi ad espandersi orizzontalmente (divergenza) in tutte le direzioni. Molto spesso la violenta espansione, paragonabile ad un improvviso scoppio (burst), spesso produce un vortice rotante o un anello di vento entro il quale si generano dei flussi di vento lineare ad elevata velocità ma di opposte direzioni, con notevoli turbolenze e componente piuttosto irregolare e rafficata. I Downburst sono all’origine dei violenti colpi di vento che molto spesso accompagnato il passaggio di un intenso fronte temporalesco, specie durante il periodo primaverile ed estivo. Essi si formano a seguito dell’intenso scompenso che si crea all’interno del temporale (che sia una Cella singola o un complesso sistema Multicellulare) fra “Updraft” (forte corrente ascendente che alimenta il Cumulonembo) e “Downdraft” (forte corrente discendente che si localizza nell’area delle precipitazioni) e nella maggioranza dai casi sorgono da nubi cariche di pioggia e forti rovesci, la cui temperatura è più bassa rispetto all’ambiente circostante.
Si innesca cosi un “gradiente termico” che fa aumentare la pressione nella nube temporalesca, causando un conseguente “gradiente barico” fra la zona temporalesca e le aree circostanti. Tale differenza barica genera un intenso e turbolento flusso d’aria verso l’esterno che serve a bilanciare la pressione. In genere, in presenza di fortissimi “Updrafts” l’aria trasportata dalle corrente ascensionali riesce a raggiungere la parte sommitale del Cumulonembo (l’incudine), ghiacciandosi e divenendo molto più pesante e gelida rispetto le masse d’aria circostanti. Si forma cosi una sacca d’aria molto fredda e pesante che con il supporto della forza gravitazionale tende a ridiscendere molto rapidamente verso la base del Cumulonembo impattando col suolo tramite le precipitazioni. Una volta raggiunto il terreno le forti raffiche di vento originate divergono dal punto di impatto determinando delle forti e alle volte violente raffiche di vento con velocità e direzione mutevole a secondo delle zone.
Inoltre nei Downbursts il vento spira attorno una direzione (linea retta), difatti dopo il loro passaggio si possono osservare alberi, cartelloni pubblicitari e pali della pubblica illuminazione divelti o sradicati verso una unica direzione, cosa che non può avvenire con i tornado e le più classiche trombe d’aria.

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