Oggi il rinnovo dell’accordo l’azienda ha rispettato i patti lo Stato no, l’ira dei sindacati

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Nell’accordo rinnovato oggi a Mestre tra le associazioni sindacali e i vertici della Electrolux per il ricorso alla solidarietà è andato tutto liscio tranne che per un particolare fondamentale: la decontribuzione sui contratti di solidarietà non risulta rinnovabile.
la proroga. Fim Fiom e Uilm, Rsu e la direzione aziendale di Electrolux hanno firmato il rinnovo dell’accordo di ricorso alla solidarietà come previsto dal piano industriale condiviso con l’accordo del 14 maggio 2014 sottoscritto anche dalla Presidenza del Consiglio.
Nell’incontro l’azienda ha confermato l’intenzione di rispettare gli impegni presi: lo stabilimento di Forlì non è interessato dal rinnovo della solidarietà, inoltre il ricorso allo strumento della solidarietà per ulteriori 12 mesi interessa gli stabilimenti di Susegana (dal 1 aprile 2016 al 1 aprile 2017), Solaro (dal 1 giugno 2016 al 31 maggio 2017), Porcia (dal 3 agosto 2016 al 31 maggio 2017).
l’azienda. Electrolux ha confermato che, avendo sottoscritto un accordo in sede ministeriale precedente all’entrata in vigore delle nuove norme sugli ammortizzatori sociali, continua ad applicare la precedente normativa del contratto di solidarietà sia in termini di contribuzione aziendale che di integrazione salariale per i lavoratori. Sul versante temporale, il Jobs Act ha introdotto il limite invalicabile dei tre anni coincidente con settembre 2018.
Nella nota sindacale condivisa, si precisa anche il rinnovo degli accordi relativi al premio di produzione (Stb) e del premio di risultato (Prf), «Così da garantire ai lavoratori la corresponsione della retribuzione variabile definita con gli accordi aziendali in essere». A tale retribuzione, infine, verrà applicata la tassazione agevolata del 10% come previsto dalle più recenti normative.
Anche sul fronte dello sviluppo del piano industriale relativo ai singoli stabilimenti, è emerso un comportamento corretto da parte della azienda. Rimandando all’incontro al Mise previsto per il 2 maggio, è emerso che il piano sta producendo risultati tangibili (in termini di aumento della produttività) a Forlì e a Susegana. Rimangono problemi da risolvere per quello friulano di Porcia, a partire dal riassorbimento degli esuberi e per gli investimenti realizzati per ampliare lo stabilimento polacco e Solaro, con volumi inferiori al previsto. Sono in corso, comunque, azioni di recupero di produttività.
L’esecutivo. Di fatto, l’unica vera criticità emersa nell’incontro sindacato-azienda è quella relativa alla terza parte dell’intesa, quella con lo Stato (assente). La parte relativa alla decontribuzione, firmata due anni fa, e finalizzata ad evitare licenziamenti in favore della solidarietà, è stata successivamente limitata a due anni di operativa. Oggi, dunque, non è più operativa. «Viene meno uno dei pilastri dell’accordo siglato tra sindacati, azienda e governo finalizzato al consolidamento del gruppo in Italia. Il governo ci ripensi – è la dichiarazione dei coordinatori nazionali di Fim, Fiom e Uilm – e rispetti gli impegni!».

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