Pietro Grasso a Redipuglia per la cerimonia del 4 Novembre

“Questa deve essere una giornata di memoria di questa guerra e di tutte le guerre”. Ha usato queste parole il presidente del Senato, Pietro Grasso, al termine della cerimonia per il 4 novembre al Sacrario di Redipuglia. “Siamo qui – ha ricordato Grasso – per commemorare la memoria delle vittime e di quelli che hanno sofferto gli orrori e il sacrificio di questi uomini. Ognuno di noi, e tante famiglie italiane, hanno dei parenti i cui nomi sono scritti qui, in questo Sacrario. Insieme dobbiamo far sì che la loro memoria non si debba mai trascurare né dimenticare”, ha concluso. Gli ha fatto eco la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani: “Oggi diamo forza e vita al ricordo di tutti coloro che sono caduti per la Patria e l’unità dell’Italia”.

Serracchiani ha sottolineato l’attualità del messaggio di questa celebrazione, “perché quei valori che hanno tenuto insieme quei ragazzi, che hanno sacrificato la loro vita nella I Guerra Mondiale, sono gli stessi che oggi debbono mantenerci uniti rispetto ad un’Europa che rischia di frantumarsi”.

Non è sfuggita poi alla presidente la significativa partecipazione popolare alla cerimonia di quest’anno, con la presenza, oltre che della scolaresche, anche di tanta gente comune. “È la testimonianza – ha rilevato Serracchiani – che il 4 novembre è diventata una ricorrenza molto sentita, anche in considerazione del centenario della Grande Guerra. Ma oltre a ciò c’è una rinnovata voglia di ritrovarsi attorno a quel senso di comunità che fa del nostro Paese una grande nazione”.

Del fatto che tante famiglie italiane possano trovare i nomi dei loro parenti caduti nella I Guerra Mondiale iscritti sul sacrario di Redipuglia ha parlato Grasso, il quale ha affermato che bisogna fare in modo che la memoria delle vittime non sia mai trascurata.
Alla cerimonia oltre al presidente Grasso ha partecipato anche il sottosegretario di Stato al ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Barbara Degani.
Da parte sua, Degani ha ricordato l’impegno dei militari italiani “nei monti dell’Afghanistan, nelle savane del Mali e nelle sabbie del Libano”. “Luoghi – ha detto – dove le nostre Forze Armate si sono guadagnate il rispetto di tutti”. A tal riguardo il sottosegretario ha affermato che, secondo uno studio statunitense, il corpo militare italiano, nel contesto della Nato e della Ue, risulterebbe essere il migliore. “Un risultato – ha concluso Degani – di cui dobbiamo essere orgogliosi”.

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