Presentata Udin&jazz 2018, sarà però l’ultima edizione nel capoluogo friulano politicamente incompatibile con i fascisti a palazzo D’Aronco

Presentazione questa mattina a Udine del Festival Internazionale Udin&Jazz, giunto alla ventottesima edizione, organizzato da Euritmica, per la direzione artistica di Giancarlo Velliscig, che alla fine della esposizione del nutrito programma del Festival ha spiazzato tutti con una dichiarazione polemica. Quella di questa estate sarà infatti l'ultima edizione di Udin&jazz che si svolgerà nel capoluogo friulano  "non possiamo e non vogliamo avere nessun rapporto con chi ha ammesso il ritorno dei fascisti a palazzo D'Aronco". Il riferimento è ovviamente al neo sindaco leghista Pietro Fontanini e al suo apparentamento con l'estrema destra che si è plasticamente concretizzato anche con l'episodio del “saluto romano” nel salone del popolo nel momento della elezione del nuovo sindaco. Ha detto testualmente  Giancarlo Velliscig, strappando un caloroso applauso fra i numerosi artisti presenti: "....senza ulteriori giri di parole dobbiamo dire che non è nostra intenzione collaborare con questa amministrazione che nelle parole del nuovo sindaco, si è resa orgogliosamente responsabile di portare i fascisti alla guida della città (che ricordo a tutti essere Medaglia d'oro per la Resistenza, e Resistenza al nazifascismo, non alla grandine...) stringendo alleanze con i fascisti e chiedendone il voto, che tra l'altro è risultato decisivo per l'esito finale. Non è una scelta "politica" di appartenenza, non è una reazione a caldo in risposta a un gesto "da stadio" di un imbecille (in realtà un insegnante che dice di aver esultato col saluto romano come quando va allo stadio a vedere l'Udinese... Povera scuola e povera Udinese!) che rappresenta il livello culturale di chi circonda questo sindaco: Si tratta di una scelta di coerenza antifascista. Non aspetteremo l'annunciata "pulizia" di una "certa cultura" annunciata dal sig. Fontanini che sta compilando la lista, in parte già nota, di manifestazioni culturali da eliminare facendo tornare indietro la nostra città di ottant'anni; e non intendendo aver nulla a che fare con un'Amministrazione che includa e abbracci i neofascisti, posso dirvi che questa sarà l'ultima edizione di Udin&Jazz a Udine. Porteremo a termine questa XXVIII edizione in quanto pianificata e sostenuta dalla passata Amministrazione e perché ha già stretto impegni con artisti, personale, alberghi, aziende pubblicitarie, sponsor e altro, da mesi". (Leggi in calce l'intero intervento di Velliscig)

Una scelta coraggiosa quella di Velliscig che desta scalpore e che sembra preludere ad una specie di rivolta del mondo della cultura alle possibile scelte di epurazione  annunciate ufficiosamente dalla nuova maggioranza comunale nel capoluogo friulano.

Marcus Miller

Tornando invece all'edizione 2018 di Udin&jazz ricchissimo il programma offerto per un festival che si svolgerà dal 27 giugno al 24 luglio a Udine e provincia e che è davvero Top jazz, tra avanguardia e tradizione, con grandi nomi italiani e internazionali, per sviluppare un progetto sempre nuovo, che rendono questo Festival un unicum a livello nazionale e un riferimento immediatamente riconoscibile negli ambienti jazz di tutto il mondo. “Non fa eccezione il tema scelto quest’anno: #takeajazzbreak, hanno spiegato da Euritmica, un’esortazione a ridurre il ritmo, a prendere una pausa dalla superficialità frenetica di questi nostri giorni, a uscire dal mondo virtuale, dai social, dalla tecnologia, per assaporare il gusto di emozioni reali, condivise, vissute andando ai concerti ad ascoltare una musica che si rinnova sempre… il jazz, naturalmente!”
Concerti, incontri, libri… nello splendido scenario udinese e del suo territorio intriso di storia, arte, ambiente ed enogastronomia. I cartelloni delle ultime edizioni di Udin&Jazz rappresentano un vero e proprio intreccio, una trasversalità di generi quanto mai attuale e un’apertura verso un jazz con un’identità sempre più globale. Questa è la direzione che prenderà anche la ventottesima edizione, nella quale il concerto clou sarà senza dubbio quello del bassista e polistrumentista Marcus Miller, uno dei più geniali e innovativi musicisti di jazz-fusion, in programma il 24 Luglio al Castello di Udine. Miller torna in Italia con il suo nuovo “Laid Black Tour”, uno show sorprendente dove sarà possibile ascoltare i brani del suo leggendario repertorio ed i nuovissimi pezzi estratti dal disco in uscita nei prossimi mesi (biglietti in vendita online su Ticketone.It - prenotazioni via mail a stampa@euritmica.it).
Il festival godrà di una bellissima anteprima nella manifestazione “BORGHI SWING” dal 22 al 24 giugno a Marano Lagunare, oltre a due concerti nella provincia di Udine: il 27 giugno, a Tricesimo, si esibirà la cantante Barbara Errico accompagnata dagli Short Sleepers feat. Mauro Costantini e Gianni Massarutto e il 28 giugno, a Cervignano del Friuli, esplosiva performance di Disorder at the Border, progetto firmato da Daniele D’Agaro, Giovanni Maier e Zlatko Kaučič (percussionista che festeggia 40 anni di prestigiosa carriera). Sul palco anche il suo Kombo-C, gruppo di giovani talenti sloveni.
Si prosegue dal 2 al 6 luglio a Udine, in una nuova e suggestiva location nel cuore della città: Largo Ospedale Vecchio, in una sorta di anfiteatro architettonico di fronte alla Chiesa di San Francesco, ora sede museale. L’allestimento che l’organizzazione ha pensato, trasformerà l’area in un “arena-club” all’aperto, con un’atmosfera raccolta e rilassante, dove si potrà ascoltare comodamente la musica, assaporando un drink in tranquillità, in sintonia con lo spirito del tema di questa edizione: take a jazz break! Qui, ogni giorno, Udin&Jazz ospiterà due concerti, incontri e presentazioni. Tra i nomi di spicco di questa edizione figura il contrabbassista e cantante Avishai Cohen, che il 4 luglio presenterà il suo nuovissimo progetto “1970” in anteprima ed unica data italiana, preceduto dal concerto dei Forq, gruppo newyorkese nato da una costola degli Snarky Puppy.

France, Paris, 07-06-2017. Avishai Cohen. Photo: Andreas Terlaak

Le altre serate, con la formula del doppio concerto ad ingresso libero (alle 20 e alle 22), vedranno sul nuovo palco di Largo Ospedale Vecchio: il 2 luglio Dario Carnovale New Trio e il mitico contrabbassista Dave Holland con Zakir Hussain alle tabla e Chris Potter al sax, due concerti preceduti dall’esibizione della resident band del festival, la Udin&Jazz Big Band (ore 18, Loggia del Lionello); il 3 luglio sarà il quartetto di Norma Winstone, con Glauco Venier al piano, ad aprire la serata, cui seguirà la performance di Youn Sun Nah, vocalist coreana dalla tecnica inarrivabile e ormai nota in tutto il mondo, accompagnata dal favoloso chitarrista Ulf Wakenius; il 5 luglio i Quintorigo presenteranno, in anteprima per U&J, il loro nuovo lavoro “Opposites”; chiuderà la serata il sestetto del batterista afro-jazz Tony Allen, 77 anni e 50 di carriera alle spalle, storico collaboratore del rivoluzionario musicista e attivista Fela Kuti, a Udine con il suo nuovo album “The Source; il 6 luglio Udin&Jazz dedicherà una serata speciale al cantautore e intellettuale brasiliano Chico Buarque de Hollanda, condotta dal critico musicale Max De Tomassi (conduttore di StereoNotte di Radio Rai 1 – con Radio Rai 3 entrambi media partner del festival) con la partecipazione di Gianni Minà, del traduttore prof. Roberto Francavilla e, in video, dello stesso Buarque. Nel corso della serata, due saranno i contributi musicali: quello dedicato al mondo della bossanova di eMPathia Jazz Duo della vocalist Mafalda Minnozzi e del chitarrista newyorchese Paul Ricci con ospite il pianista americano Art Hirahara, e quello del quartetto della cantante romana Susanna Stivali, con il progetto “Caro Chico” tutto dedicato alle canzoni di de Hollanda.
Tra gli eventi collaterali, segnaliamo un incontro dedicato ai vent’anni della label discografica Artesuono di Stefano Amerio, durante il quale sarà presentato in anteprima un nuovo progetto discografico targato Cam Jazz, registrato dal vivo in alcune delle più rinomate cantine del Collio, con esibizione dal vivo del trio “Two Grounds Live” di U.T. Gandhi (3 luglio, ore 18) e la presentazione del volume “L’altra metà del jazz” - Voci di donne nella musica jazz, (4 luglio, ore 18), secondo libro del critico musicale Gerlando Gatto, dopo il successo delle due ristampe di “Gente di Jazz, sempre edita da Euritmica/KappaVu. L’opera è stata presentata pochi giorni fa al Salone Internazionale del Libro di Torino. Tutti i concerti e gli eventi di Udin&Jazz 2018 sono ad ingresso libero, tranne la serata del 4 luglio di Avishai Cohen+Forq e il concerto di Marcus Miller del 24 luglio in Castello. Il programma completo del festival è disponibile sul sito www.euritmica.it.

 

 

L'intervento  integrale antifascista di Giancarlo Velliscig

"Da 28 anni si compie il rito di presenza di Udin&Jazz, manifestazione che ha dunque attraversato nel tempo e nello spazio un lungo periodo nel quale ha vissuto con entusiasmo e impegno una lunga
attività di costruzione culturale attorno e dentro la musica jazz, questo universo artistico e creativo che più di ogni altro ha segnato l'evoluzione di un mondo che ha rivendicato e rappresentato il concetto di LIBERTÀ, individuale e collettiva.
Non a caso il jazz è stata sempre una musica e una "forma mentale" fortemente osteggiata dai regimi dittatoriali e autoritari in tutto il mondo, fino a divenire una sorta di bandiera della libertà culturale e sociale contro ogni forma di costrizione, di dittatura e di fascismo. E il fascismo in Italia infatti bandì con forza il jazz proprio perché nel resto del mondo si era già affermato e qualificato come sinonimo di apertura e libertà; in realtà fu bandito proprio per questo suo presupposto genetico. Udin&jazz in questi lunghi anni ha collaborato con varie realtà private e pubbliche che ci hanno sostenuto per far crescere questo progetto culturale, per farlo diventare importante e per portare in Italia e nel mondo anche il nome della città in cui è nato. Oggi Udine è conosciuta nel mondo musicale anche per il suo Festival Jazz e ogni anno c'è una fila infinita di artisti che chiedono di venire a Udin&Jazz per l'importanza e il prestigio che il festival si è guadagnato e offre ai suoi protagonisti. Credo che non sia necessario ricordare quali e quanti personaggi siano passati sui nostri palcoscenici in questi anni, ma possiamo rivendicare con orgoglio quanto il nostro lavoro sia ritenuto importante riscontrando le collaborazioni con la RAI (che ogni anno manda suoi inviati e acquista le registrazioni live di interi concerti che vengono trasmessi sia in diretta che in repliche invernali), e con le più rappresentative testate musicali italiane e straniere (per ultimo Le Figaro che ha recentemente voluto incontrarci per conoscere la nostra organizzazione) e con i più importanti giornalisti locali e nazionali.
Migliaia di spettatori vengono ogni anno al Festival per gli eventi più o meno importanti ed aumenta ogni anno la richiesta di collaborazioni da parte di varie località della regione per portare la nostra musica sul loro territorio (prova ne siano i concerti che portiamo a Palmanova, Cervignano, Tricesimo, Marano Lagunare, Lignano, Tolmezzo, e altri comuni della Carnia...).
Abbiamo cercato di assolvere ad un lavoro di promozione dei nostri musicisti (e quanti ce ne sono!) che nel jazz hanno ormai raggiunto una qualità e un prestigio importante e abbiamo fortemente voluto offrire opportunità di crescita alle nuove generazioni che, uscendo dal
Conservatorio o dalle numerose scuole di musica, meritano attenzione per trovare modo di esprimere e far sbocciare la loro creatività sul palco, e per non finire dimenticati in qualche cantina.
Tutto questo con trasparenza e senza ipocrisie, con un'onestà intellettuale che è sempre stata il pilastro del nostro lavoro. Quell'onestà che ci ha consentito di collaborare con tutte le diverse amministrazioni che in 28 anni si sono succedute, trovando il modo di convivere a prescindere dalle possibili differenze e dalle opinioni politiche di ognuno, riconoscendo di fatto la regola della democrazia; quella stessa onestà intellettuale ci impone oggi una decisione importante che riguarda i rapporti con la nostra città e con chi da qualche giorno ne ha preso le redini amministrative.
Ringraziando sentitamente tutti ali uffici e i dipendenti comunali coinvolti e disponibili negli anni ad affiancare l'organizzazione di Udin&Jazz, senza ulteriori giri di parole dobbiamo dire che non è nostra intenzione collaborare con questa amministrazione che nelle parole del nuovo sindaco, si è resa orgogliosamente responsabile di portare i fascisti alla guida della città (che ricordo a tutti essere Medaglia d'oro per la Resistenza, e Resistenza al nazifascismo, non alla grandine...) stringendo alleanze con i fascisti e chiedendone il voto, che tra l'altro è risultato decisivo per l'esito finale. Non è una scelta "politica" di appartenenza, non è una reazione a caldo in risposta a un gesto "da stadio" di un imbecille (in realtà un insegnante che dice di aver esultato col saluto romano come quando va allo stadio a vedere l'Udinese... Povera scuola e povera Udinese!) che rappresenta il livello culturale di chi circonda questo sindaco: Si tratta di una scelta di coerenza antifascista. Non aspetteremo l'annunciata "pulizia" di una "certa cultura" annunciata dal sig. Fontanini che sta compilando la lista, in parte già nota, di manifestazioni culturali da eliminare facendo tornare indietro la nostra città di ottant'anni; e non intendendo aver nulla a che fare con
un'Amministrazione che includa e abbracci i neofascisti, posso dirvi che questa sarà l'ultima edizione di Udin&Jazz a Udine. Porteremo a termine questa XXVIII edizione in quanto pianificata e sostenuta dalla passata Amministrazione e perché ha già stretto impegni con artisti, personale, alberghi, aziende pubblicitarie, sponsor e altro, da mesi.
Speriamo di poter continuare nel nostro lavoro in qualche altra località che sia felice di ospitarci e sostenerci e che non ci faccia vergognare con gli ospiti e agli artisti che ci chiedono conto di dove li abbiamo invitati. Per la cultura libera e per il jazz".

 

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