Primarie Pd nuova bagarre. “Niet” al ricorso di Bassolino

Ha certamente ragione Maurizio Crozza, le primarie del Pd non appassionano più, allora perchè non metterci un poco di sale e renderle più gustose. Il problema è che i cuochi hanno proprio esagerato, così la minestra da sciapa è diventata immangiabile. Per questo è scontro duro nello stesso Pd soprattutto a Napoli. Il Comitato elettorale competente ha giudicato “inammissibile” il ricorso presentato da Antonio Bassolino contro il risultato delle primarie del centrosinistra a Napoli, consultazioni che domenica hanno visto vincere – con poche centinaia di voti di scarto – la candidata Valeria Valente. L'ex governatore lamentava "gravi episodi" nel merito dei quali il comitato organizzatore democratico non è entrato: l'istanza è stata respinta perché ritenuta irricevibile, in quanto presentata a oltre 24 ore dalla chiusura dei seggi. La decisione è stata unanime, ad eccezione del rappresentante del Centro democratico Fabio Benincasa. Otto quindi i voti a favore dell'inammissibilità, uno solo il voto contrario. “Ai vertici del Pd qualcuno ha già emesso il verdetto prima che gli organi competenti abbiano esaminato i fatti. È una sentenza preconfezionata?”, aveva detto lo stesso Bassolino in precedenza. Duro anche il giudizio di Pier Luigi Bersani: "C'è un problema politico gravissimo: il disagio dei nostri elettori". Il ricorso era arrivato dopo la pubblicazione di un video su Fanpage.it in cui si vedevano alcuni elettori ricevere soldi fuori dai seggi. Sul caso indaga anche la procura di Napoli. L'esame ad opera del comitato organizzatore del Pd, presieduto da Giovanni Iacone, è durato più di tre ore. Al centro del dibattito anche i filmati girati domenica all'esterno di alcuni seggi nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. "Casi isolati – secondo Iacone – Dobbiamo salvaguardare il voto di oltre trentamila napoletani. Dichiarazioni che, rilasciate prima ancora della riunione, sapevano già di bocciatura per le ragioni di Bassolino. La presenza dei bassoliniani in commissione era durata in effetti molto poco. Antonio Giordano è uscito dalla seduta dopo pochi minuti: "Abbiamo chiesto che la riunione fosse trasmessa in streaming – ha dichiarato – ma non hanno accolto la nostra proposta". Anche il responsabile della comunicazione del Pd, Tommaso Ederoclite, si era dimesso con una mail dal comitato.

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