I programmi antisistema dei primi anni settanta. Oggi possono far sorridere, ma molti teorici dell’epoca si sono reincarnati in quello che volevano combattere

Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta l'opposizione allo Stato in Italia, oggi si direbbe antisistema, era condotta da gruppetti fra i quali, per settarismo spiccava “Servire il Popolo (Unione dei Comunisti Italiani Marxisti-Leninisti). Il gruppo significativo per numero in Lombardia ma parecchio coreografico, era guidato e fondato da Aldo Brandirali che, per inciso ora è esponente di Forza Italia ed è stato assessore del Comune di Milano – 2001-2006). Obiettivo di Servire il Popolo era la costruzione di uno stato di chiara impronta maoista, ancora più totalizzante e totalitario di quello esistente all'epoca. Tra le figure di maggiore spicco che sono appartenute a questo gruppo, oltre al già citato Brandirali che recentemnete ha dichiarato “dopo Mao la verità l'ho trovata in Silvio”, vi erano Angelo Arvati (divenuto Diacono presso la Diocesi di Casale Monferrato), Marco Bellocchio (regista, sceneggiatore e produttore cinematografico) , Pierangelo Bertoli (compianto cantautore), Renato Mannheimer ( il noto sondaggista e volto televisivo) , Antonio Pennacchi noto scrittore italiano), Fulvio Abbate (scrittore e “opinionista Tv), Antonio Polito giornalista opinionista del Corriere  , Barbara Pollastrini Vicepresidente del PD, Michele Santoro Giornalista, Linda Lanzillotta della corrente moderata e liberaldemocratica del PD. Potremmo continuare con nomi il cui percorso in qualche caso ha mantenuto una coerenza almeno di area, mentre altri hanno fatto scelte incomprensibili secondo l'assioma di Bertrand Russell: «Se non sei socialista (laburista) a 20 anni vuol dire che non hai cuore, se non sei conservatore a 50 vuol dire che non hai cervello». Dove il cervello è probabilmente foderato di carta moneta.

Ecco comunque il programma di servire il popolo del 1972

"Il Governo Rivoluzionario applicherà immediatamente le seguenti misure socialiste:

I - Espropriazione

Art. 1 - Le fabbriche, le banche, le proprietà fondiarie ed immobiliari, le ricchezze dei gran signori, sono immediatamente socializzate senza alcun indennizzo. Ciò vale anche per le proprietà dei monopoli stranieri. Le bande armate dei capitalisti e ogni intervento militare esterno, in appoggio ai capitalisti, saranno duramente repressi dal popolo italiano.

Art. 2 - Chiunque sfrutta e si arricchisce da parassita sul lavoro degli altri uomini commette reato, e se persiste nel reato verrà messo in galera.

Art. 3 - Coloro che si sono macchiati di gravi crimini contro il popolo, anche nel passato, vengono rinchiusi e puniti dai tribunali del popolo. Tutti gli sfruttatori che non hanno commesso gravi crimini andranno a lavorare, saranno privati dei diritti politici sino alla rieducazione, e saranno vigilati dalla milizia popolare.

Art. 4 - Tutti coloro che si trovano nelle carceri per condanne della borghesia sono giudicati nuovamente dal tribunale popolare. I prigionieri politici liberati, i prigionieri colpevoli per mancanza di educazione popolare saranno rieducati e recuperati il più possibile alla società. I debiti del popolo verso i capitalisti sono annullati, gli istituti di pegno restituiranno gli oggetti al popolo. Tutti i codici della borghesia sono annullati, nuove leggi semplici, volte a colpire la proprietà dei ricchi e a difendere gli interessi collettivi, saranno emanate dal Governo Rivoluzionario.

II - Organizzazione del nuovo Stato

Art. 5 - La Repubblica Popolare d'Italia è fondata sui Consigli. Essi rappresentano, ai vari livelli, l'autorità della dittatura del proletariato. Nel sistema dei Consigli si organizza l'apparato statale. Il popolo, riunito in Consigli, deciderà in ogni momento quali misure deve adottare l'amministrazione pubblica. Il Parlamento, gli enti Locali, sono sciolti. Il sistema delle elezioni per lista è annullato. Il popolo voterà ogni giorno per misure concrete e verificherà ogni giorno l'insieme dei delegati inviati alla direzione centrale dello Stato.

Art. 6 - Sono proibiti tutti gli stipendi che siano superiori al doppio del salario medio operaio. Questo vale anche per ministri, funzionari, tecnici e scienziati.

Art. 7 - Tutti gli impiegati e i funzionari, che facevano parte dell'immenso apparato burocratico dell'ex-stato capitalista, potranno partecipare a corsi professionali e lavorare nella produzione, reinserendosi socialmente. Gli impiegati e i funzionari del nuovo Stato saranno scelti fra il proletariato, ridotti al minimo necessario, per una amministrazione semplice e giusta.

Art. 8 - Polizia ed esercito borghesi sono disciolti. Le basi NATO sono espulse dall'Italia. L'Italia creerà le sue alleanze di pace con i popoli in lotta contro l'imperialismo. L'esercito per aggredire e opprimere è sconfitto, nasce l'esercito della difesa della libertà e dei diritti del popolo. La forza armata del popolo sarà realizzata con la milizia operaia e con l'Esercito Rosso, in cui non vi saranno gradi e la vita militare sarà gestita dai Consigli dei soldati.

Art. 9 - I tribunali del popolo, eletti dai Consigli, sono gli organi della giustizia. Per gravi crimini, come il furto nell'amministrazione pubblica e altri, che determinano gravi sofferenze nel popolo, è ripristinata la pena di morte.

III - Ripresa delle energie produttive

Art. 10 - Gli operai, mediante i Consigli di fabbrica, i contadini con i Consigli di zona, e così tutti i produttori dirigeranno la produzione locale secondo i piani centrali del Governo Rivoluzionario. Eliminata l'accumulazione privata, proibita la produzione delle merci di lusso, eliminato il sistema con cui lo stato dava ai capitalisti il reddito sottratto con le tasse al popolo, tutto il reddito della produzione tornerà al popolo, in forma di salari e di opere sociali dello Stato proletario; sparisce così lo sfruttamento.

Art. 11 - La disoccupazione è un crimine. Tutte le forze di lavoro devono essere impegnate per costruire ciò che serve al popolo. I salari sono fissati a partire dal salario minimo eguale per tutti adeguato al costo della vita. Le capacità di lavoro saranno valutate dalle assemblee stesse dei lavoratori. Scompare così la corruzione e l'autorità vile di falsi tecnici e dei leccapiedi dei padroni.

Art. 12 - Facciamo appello perché tutti i lavoratori italiani che si trovano all'estero ritornino in patria. In tutte le zone povere del paese, gli emigranti e i disoccupati si organizzeranno in squadre di lavoro e riceveranno adeguati aiuti statali per costruire fabbriche, strade e case in queste zone.

Art. 13 - Si fa appello a tutti i contadini emigrati in città: se vogliono tornare a lavorare la terra, si riuniranno in cooperative e riceveranno dallo Stato macchine e concimi. Lo Stato garantisce l'acquisto di tutti i prodotti che non sono di fabbisogno locale, e fisserà prezzi validi per tutto il paese per i prodotti agricoli.

IV - Per il benessere del popolo

Art. 14 - È proibito trarre guadagno affittando case. Gli appartamenti non abitati e quelli spaziosi dei ricchi vengono assegnati ai lavoratori. Lo Stato si impegna a costruire con ritmo accelerato case decenti e confortevoli per tutto il popolo.

Art. 15 - I prezzi che i negozianti devono praticare sono quelli fissati dal Governo Rivoluzionario. I Consigli del popolo organizzeranno la vigilanza per la genuinità dei prodotti.

Art. 16 - Tutto il popolo ha diritto a cure mediche, agli ospedali e ai medicinali necessari. Tutta l'assistenza medica viene resa gratuita. Squadre mediche condurranno inchieste per prevenire le malattie.

Art. 17 - Tutti i giovani devono organizzarsi in forme di vita collettiva, le nuove generazioni saranno immesse a fondo nella vita collettiva. I giovani saranno educati al lavoro dallo Stato, che per tutti farà sviluppare le doti migliori. I giovani, a turno, gireranno tutto il paese in squadre di produzione, così conosceranno il popolo e i suoi problemi.

Art. 18 - Le donne avranno asili, mense, lavanderie sociali; squadre di esse vi lavoreranno mentre le altre potranno occuparsi altrove, realizzando la liberazione dal peso della schiavitù domestica.

Art. 19 - I vecchi pensionati saranno completamente mantenuti dallo Stato, che li impegnerà in attività utili e ne garantirà il riposo e le cure più affettuose.

V - Cultura - Sport - Morale - Religione

Art. 20 - In tutte le città e paesi devono essere costruite le Case del popolo, quali centri sociali di ampia vita ricreativa, culturale e di riunione.

Art. 21 - Le scuole sono completamente gratuite e tutti gli studenti sono mantenuti dallo Stato. Ogni scuola sarà gestita da studenti e insegnanti; l'insegnamento sarà liberato dagli inganni della borghesia, e gli insegnanti impareranno attraverso il dibattito aperto con gli studenti e con le squadre operaie addette all'educazione scolastica. Chiunque ne avrà le capacità potrà continuare gli studi su proposta dell'assemblea della scuola, senza limiti nel livello di studio.

Art. 22 - Lo sport sarà un aspetto fondamentale della vita del popolo; ovunque, capillarmente sorgeranno centri sportivi e tutti svilupperanno la loro attitudine. Le competizioni sono sottratte alle scommesse e all'agonismo egoistico. Sorgerà la competizione delle capacità reali espresse da tutto il popolo.

Art. 23 - I matrimoni si realizzeranno davanti al popolo, discutendo con esso sui motivi dell'unione. La donna avrà diritti eguali all'uomo. Il divorzio dovrà realizzarsi in tutti i casi in cui è dimostrata la mancanza di unità. L'amore si baserà sull'educazione all'altruismo e fiorirà splendidamente ovunque.

Art. 24 - TV e radio diventano del popolo, i giornali borghesi sono proibiti. La stampa popolare sarà molto capillare, sino ai giornali murali che tutti potranno scrivere e affiggere. Tutto il materiale pornografico, i testi calunniosi e falsi, la propaganda amorale e corruttrice della borghesia, saranno eliminati e la loro produzione proibita.

Art. 25 - Tutti i cattolici, se desiderano continuare ad andare in chiesa, potranno farlo. Il Governo Rivoluzionario eliminerà lo stipendio statale ai preti, che dovranno andare a lavorare come tutti gli altri. Inoltre sono requisiti tutti i beni della chiesa e dello stato Vaticano. Il Partito e lo Stato faranno educazione e propaganda in senso comunista e per controbattere la propaganda religiosa.

Art. 26 - Tutti gli intellettuali e gli artisti, i tecnici e gli scienziati, che stanno sinceramente dalla parte del popolo, saranno aiutati a rieducarsi vivendo in mezzo al popolo e ascoltando la critica popolare alle loro opere. I centri rieducativi e culturali saranno aperti ad ogni opera e il popolo svilupperà la critica di massa. Gli usi e i costumi del popolo, la cultura nazionale, il legame fra cultura e problemi del popolo si realizzeranno a fondo sotto la direzione della classe operaia.

Potrebbero interessarti anche...