Proseguono i raid americani su Sirte, intanto le truppe di terra “governative” avrebbero liberato il centro della città

Poco più di una bacchettata senza tanto convinzione quella dell'ambasciatore russo in Libia, Ivan Molotkov secondo cui i raid americani contro le postazioni dell'Isis in Libia sono illegali perchè serve una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu: "Dal punto di vista della legittimità probabilmente gli americani "non avevano questo diritto", ha dichiarato il diplomatico. Ma in realtà la richiesta arrivata dal Governo legittimato dalla comunità internazionale (definirlo legittimo forse è troppo) ha dato copertura sufficiente ad Obama per agire. Anche da parte italiana che sulla vicenda libica dovrebbe avere un certo peso non sono state sollevate obiezioni, Renzi si è subito smarcato dicendo solo ci hanno avvertiti preventivamente, mentre Gentiloni va oltre dichiarando che non è escluso un intervento italiano "Valuteremo se ci saranno richieste, se prenderemo una decisione ne daremo informazione al Parlamento" che intanto è praticamente in ferie. Secondo Gentiloni, che in assenza del parlamento ha riferito ad “Uno Mattina” parlando dei raid americani in Libia ha spiegato che è possibile l'uso delle basi italiane, fra le quali quella di Sigonella. Il governo italiano, ha speigato Gentiloni, si augura che l'intervento americano in Libia sia "risolutivo" anche perchè la Libia è il Paese da cui proviene il 90% dei migranti che giungono sulle nostre coste e dunque la sua stabilizzazione è particolarmente importante. Credo sia un fatto molto positivo e mi auguro anche risolutivo rispetto alla crisi di Sirte: Daesh è concentrato in 4-5 compound", non sarà "facile" sradicarlo, ma questo "sarebbe una messaggio molto forte non solo contro il terrorismo ma per la stabilizzazione della Libia". Sul piano militare dopo i pesanti raid di ieri giungono notizie, filtrate però dalle milizie che combattono Isis, che le truppe di Tripoli hanno già conquistato il centro di Sirte, insomma anche se non si parla di effetti collaterali sui civili dei pesanti raid dei caccia bombardieri Usa, le truppe del governo di Fayez al Serraj sono riuscite ad avanzare ulteriormente nella città conquistando il quartiere centrale di Al-Dollar. Fonti non confermate parlano che negli scontri con i jihadisti sunniti di Isis hanno perso la vita 5 soldati governativi e 17 sono rimasti feriti. La caduta della città costiera (dove nacque e venne ucciso nel 2011 Muammar Gheddafi) si trova a 450 km ad est di Tripoli, rappresenterebbe un duro colpo al sedicente 'califfato', che sta subendo gravi perdite anche sui fronti siriano ed iracheno. Dall'inizio delle operazioni oltre 300 miliziani governativi sono stati uccisi e oltre 1.500 sono rimasti feriti a Sirte. Sempre fonti libiche hanno parlato ieri della Catturato a Sirte di un comandante Isis, preso mentre cercava fuggire attraverso il mare. Questo arresto eccellente di quello che viene definito un "leader" della filiale libica dello Stato Islamico (Isis) a Sirte è stato annunciato dal generale Mohammed al Ghasry, portavoce del comando delle operazioni denominata "Al Bayan al Marsus" ("Struttura Solida") che fa capo al governo di concordia nazionale voluto dalle Nazioni Unite. "Le nostre forze sono riuscite a catturare uno dei leader dell'organizzazione dell'Isis mentre questi stava tentando di scappare via mare", ha detto il generale in una conferenza stampa tenuta ieri e trasmessa dalla tv satellitare "Misurata", come riporta il sito news locale "Al Wasat". "La battaglia per la liberazione di Sirte è una battaglia che ha messo d'accordo tutti i libici", ha aggiunto. Commentando i primi raid Usa sulle postazioni dell'Isis annunciate ieri dal Pentagono, il generale ha detto che "l'aiuto della comunità internazionale per liberarsi da questa organizzazione terroristica avviene in totale coordinamento con il comando e con il Consiglio Presidenziale del governo di concordia nazionale".

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