Rallenta il TTIP con gli Usa ma intanto la Ue firma con il Canada

Negli ultimi giorni, grazie alle rivelazione fatte da Greenpeace si parla nuovamente di TTIP sui giornali italiani e internazionali. Con questa sigla si intende il “trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti” – TTIP è un acronimo del nome in inglese, “Transatlantic Trade and Investment Partnership” – cioè un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America. Inizialmente veniva chiamato TAFTA, da area transatlantica di libero scambio, riprendendo l’acronimo di altri simili trattati già esistenti (come il NAFTA). Il TTIP porterebbe più problemi che benefici tanto che è nato un movimento europeo “stop TTIP” che cerca di contrastarne la firma, mentre anche alcuni governanti, come recentemente Hollande si sono detti contrari. I critici pensano che le legislazioni di Stati Uniti ed Europa se passasse questo accordo, si piegherebbero alle regole del libero scambio stabilite da e per le grandi aziende, e che l’armonizzazione delle norme sarebbe fatta al ribasso, non certo a vantaggio dei cittadini, senza contare che sarebbe difficilissimo andare contro le decisioni di questo nuovo “ordine sovra nazionale”. Ma oggi a rendere la vicenda ancora più complicata arriva dalla Francia, pubblicato dal quotidiano Mediapart, la notizia che non solo del TTIP bisogna preoccuparsi. Infatti, probabilmente in preparazione di questo, ecco che accordi commerciali bilaterali vengono stipulati, con l'agricoltura che diventa valuta di scambio. Di queste ore infatti la notizia che l'Europa si è aperta al business canadese. Un mercato di 50mila tonnellate di carni bovine e 75mila tonnellate di carni suine allevate in maniera intensiva dal Canada verso l'Europa Ma l'accordo Ue con il Canada va molto più in là: l'Unione europea sacrificherà il 90% della sua Denominazione di Origine Protetta. Ora il dubbio che questo sia una sorta di cavallo di troia, un piede nella porta per rendere più praticabile il vero obiettivo che è l'introduzione del TTIP. In Francia si sono accorti del pericolo e stanno iniziando ad alzare la voce e la stampa a interessarsi della vicenda, nel silenzio invece quasi assoluto degli italici media, impegnati in ben più importanti questioni. Due giorni fa il documento di chiusura dei negoziati per un ampio libero scambio con il Canada è stato pubblicato in lingua inglese sul sito della Commissione europea. Quello che si scopre dalla lettura del documento di 1600 pagine è preoccupante. In sostanza ancora una volta, l'Unione europea abbandona i suoi agricoltori e le sue eccellenze agroalimentari per ottenere ipotetici benefici per le sue esportazioni multinazionali. Un mercato come detto in apertura di 50mila tonnellate di carni bovine e 75 mila tonnellate di carni suine che rischiano fra l'altro di mandare in crisi definitiva migliaia di allevatori europei, in quanto queste produzioni sono già in crisi. Per non parlare poi dell'incertezza sugli standard qualitativi d'allevamento e sull'uso di sostanze vietate in Europa. Ma l'accordo va molto più in là: L'Unione europea sacrifica di fatto il 90% della sua Denominazione di Origine Protetta, Dop in etichetta che è una garanzia per un produttore che la propria unicità produttiva non verrà plagiato, mentre per i consumatori viene garantito di avere prodotti di qualità con specifiche precise. La Denominazione di Origine Protetta sono fiori all'occhiello di Francia, Italia, Spagna, Grecia, Germania, settori vari nei formaggi, salumi, olive e oli. In totale quasi 1.400 prodotti, delizie gastronomiche che hanno guadagnato con fatica e denaro questo riconoscimento dell'Unione europea. Tutto questo potrebbe diventare inutile. Perchè, per capirlo bisogna entrare nel dettaglio dell'accordo Delle 1400 DOP europea, solo 174 sono infatti nominate nell'allegato 20-A, che si trova a pagina 516 del documento d'accordo. Insomma potremmo essere invasi legalmente da prodotti caseari e non solo, simili alle nostre produzioni migliori, senza considerare la possibilità che il formaggio sia fatto con latte in polvere ed addizionato di ogni schifezza in barba ai principio di precauzione che in Europa è alla base delle produzioni alimentari. In Francia dove la notizia dell'accordo stipulato sta già facendo scalpore si invita alla mobilitazione e al ricorso alla Corte europea di giustizia per far rispettare i diritti di essere trattati senza discriminazione.

Fabio Folisi

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