Redipuglia – Udine Ovest opera non più necessaria

Il progetto dell’elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest, nonostante una gestazione durata anni, non sembra essere nato sotto buoni auspici. Dopo la sospensione da parte del Consiglio di Stato, il tentativo di Terna di farlo ripartire non avrà a sua volta vita facile. Legambiente Fvg lo ha definito: «Un sostanziale condono di una opera già realizzata all’80%».
l’opera. Il nuovo Studio d’Impatto Ambientale (SIA) proposto da Terna Spa rappresenta  un tentativo di recepire le raccomandazioni previste dalla precedente procedura di VIA, in modo da concludere al più presto e senza ulteriori scossoni l’opera già realizzata in buona parte.
Ma Legambiente Fvg ribadisce le carenze già riscontrate nel precedente Studio e ne mette in evidenza le contraddizioni con il quadro strategico del trasporto di energia elettrica oggi esistente.
«A tutti è nota la situazione dell’opera, – si legge in una nota – avviata senza attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato e bloccata dallo stesso per due questioni principali: le modalità di attraversamento di aree ambientalmente tutelate e la carenza di motivazione in merito alla esclusione dell’alternativa di interramento dei cavi della linea elettrica». Secondo Legambiente Fvg per la nuova Via ci sono solo due strade legalmente percorribili: a. considerare l’attuale procedura di VIA come una sostituzione di quella precedente; effettuare una procedura di VIA completa dell’opera proposta.
Nel primo caso, se le integrazioni portate da Terna Spa vengono ritenute sufficienti e adeguate l’opera si completa, pur magari con ulteriori prescrizioni; oppure, in caso di permanente carenza di motivazioni, viene negato un parere positivo di Via, l’opera quindi non viene autorizzata e si pone l’obbligo di demolizione di quanto finora realizzato.
Nella seconda ipotesi bisogna valutare le caratteristiche attuali  dell’opera stessa e le eventuali alternative con riferimento alle conoscenze ambientali e tecnologiche attuali, e in particolare al quadro programmatico del 2015/2016 palesemente differente da quello del 2008.
Per l’associazione ambientale: «La strada da percorrere, sia logicamente che giuridicamente è la seconda». Riguardo, infine, alla Via del 2008, già allora Legambiente evidenziò la carenza di soluzioni alternative presentate. Questo si riscontra anche nella Sia del 2015, «Seppure siano mutate profondamente le condizioni e l’assetto del mercato elettrico e le tecnologie per realizzare linee interrate, le stesse presentate da Terna in altri due progetti simili». Le due opere sono l’elettrodotto transfrontaliero sottomarino e interrato “Divaccia (Slo) – Salgareda (Treviso) da 1.000 MW di potenza e 500 kV di tensione in corrente continua; e 2. l’elettrodotto transfrontaliero tra Piemonte (Piossasco) e Francia (Grande Ile) lungo l’autostrada della Val di Susa.
Conclusioni. La proposta finale prevede l’ammodernamento e il potenziamento delle  linee esistenti (132 e 220 kV) e la realizzazione, come già previsto, della “Divaccia – Salgareda”. A fronte di questa opera, risulterebbe non più necessario il nuovo collegamento aereo a 380 kV, in doppia terna, tra Redipuglia e Udine Ovest.

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