Rutenio in Nord Italia. Serena Pellegrino (SI): problema anche in altri paesi, cosa sia successo non lo sa nemmeno l’Aiea. Ministero dell’ambiente rassicura

Le tracce del radionuclide Ru-106 registrate dalle stazioni di controllo della radioattività in aria delle sedi di Verona, Vicenza e Belluno non sono soltanto un fenomeno locale .
Il Ministero dell’Ambiente ha oggi ammesso che oltre alla contaminazione registrata in Veneto, e precedentemente in Lombardia, segnalazioni sono giunte da altre regioni del Nord Italia.
Inoltre, il problema e le relative preoccupazioni riguardano anche altri Stati europei, dove sono state effettuate analoghe registrazioni di rutenio in atmosfera, e c’è chi fra questi, in particolare la Francia, ipotizza che l’origine della radioattività segnalata in Europa si trovi in una regione a sud degli Urali.
Al momento né Ministero dell’Ambiente né Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica sanno dire di più su cosa sia effettivamente accaduto e abbia determinato l’anomalia radiometrica.

Lo dichiara la parlamentare Serena Pellegrino ( Sinistra Italiana) vicepresidente della commissione Ambiente che ha sollecitato un chiarimento sulle cause della presenza del radionuclide.
In risposta all’interrogazione, è stato esplicitamente escluso il collegamento con incidenti in centrali nucleari , è stato evidenziato il dato della progressiva diminuzione delle concentrazioni nelle aree sotto controllo ed è stato infine assicurato il costante controllo dell’ISPRA che pubblica aggiornamenti periodici sulla problematica nel proprio sito web.

Di seguito il testo dell'interrogazione presentata dall'on. Pellegrino in commissione Ambiente

Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Per sapere - premesso che:

in data 4 ottobre 2017 il Mattino di
​ Padova ha pubblicato un articolo in merito alle tracce del radionuclide Ru-106 che  sono state registrate dalle stazioni di controllo della radioattività in aria delle sedi di Verona, Vicenza e Belluno dell'Arpav nell’ambito della  loro attività di campionamento del particolato atmosferico, lo scorso fine settimana e tra il 2 e 3 ottobre 2017:  nella nota diffusa dall’Arpav si parla di una presenza, evidenziata anche da altri laboratori del Nord Italia, e di alcuni Paesi europei quali Austria e Svizzera, con  livelli documentati bassi che non destano alcuna preoccupazione sotto il profilo sanitario e ambientale; la nota dell’Arpav comunica, altresì, che sono in corso  approfondimenti per determinare l'origine della contaminazione che, in base ai dati radiologici e metereologici disponibili, sembrerebbe  provenire dall'Europa centro-orientale; la stessa nota infine afferma che la presenza di questo radionuclide, in assenza di altri radionuclidi artificiali tipici di una fissione, porta a escludere incidenti a un impianto di energia nucleare o esplosioni di ordigni bellici; pur in presenza di livelli di radioattività nell’aria che sembrerebbero base è necessario fornire una informazione adeguata ai cittadini interessati in particolare in merito all’origine della contaminazione dell’aria riscontrata:- quali siano le informazioni in merito alle tracce di radionuclide RU-106 in possesso del Ministero dell’ambiente e in tale contesto se sia stata accertata l’origine della contaminazione in ogni caso avvenuta.

risposta interrogazione

 

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