Sandra Savino (FI): Estirpare la violenza di genere

La violenza degli scontri fisici e politici di questi giorni ci sta facendo dimenticare il vero punto focale: che noi non vogliamo più leggere i nomi di Nadia, Pamela, Rosetta nella cronaca nera dei giornali. La nostra società ha urgente bisogno di combattere la violenza di genere. E lo può fare solo con un percorso condiviso di educazione alla relazione». Lo afferma la candidata di Forza Italia Sandra Savino commentando i fatti di Macerata e l’annunciato prolungamento dei domiciliari a Francesco Mazzega, omicida reo confesso di Nadia Orlando. «Un corretto rapporto inizia dalla famiglia - continua Savino - e da quelle strutture che danno supporto all’educazione dei figli. Trieste in questo senso ha un lunga tradizione, quella dei ricreatori, nei quali i ragazzi imparano a condividere esperienze nel rispetto di ognuno. Ma tutta la società deve sintonizzarsi su una nuova frequenza: gli asili, le scuole, il mondo del lavoro. Tutti devono aderire ad una mentalità necessaria: la violenza di genere va estirpata subito».

Sandra Savino aderisce all’appello delle candidate di Forza Italia per le quali la politica deve, da subito, dare una risposta concreta alla protezione della vita e della libertà delle donne. «L’ultimo governo Berlusconi - afferma Savino - grazie all’impegno di Mara Carfagna, ha saputo approvare la legge contro lo stalking. Ma condannare i colpevoli non è sufficiente, perché la punizione arriva quando è troppo tardi: occorre prevenire, fare in modo che non accadano più casi come quelli di Nadia Orlando o di Pamela Mastropietro».

Per questo la candidata alla Camera di Forza Italia ribadisce che: «dobbiamo educare le nostre figlie allo spirito critico, a rifiutare sempre il possesso da parte dell’uomo. E non parlo solo di ragazze: Rosetta Quiaittini era una donna che doveva affrontare la vita da sola, ed era fragile e vulnerabile. Nonostante avesse denunciato più volte di sentirsi minacciata non si è potuto evitare il peggio».

L’equilibrio di una società si raggiunge, per Sandra Savino: «quando tutte le sue componenti godono del pieno diritto di vivere serenamente, senza doversi sentire costantemente minacciate e quindi costrette a vivere blindate. Dobbiamo concentrarci su questo squilibrio per risolverlo e dobbiamo farlo subito, perché altre famiglie non piangano vite che si potevano salvare».

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