Sappada: De Monte; messinscena inaccettabile per provare a bloccare distacco dal Veneto, iter è legittimo

Che sulla vicenda Sappada in Friuli si fosse cantato vittoria troppo presto era sensazione comune ora le conferme arrivano anche dai livelli “nazionali”. “C’è chi sta seminando bucce di banana last minute, ma è tutta una messinscena. A parlare è l’eurodeputata del PD Isabella De Monte, la politica con la “p” maiuscola non è quella che si nasconde dietro a cavilli burocratici senza fondamento per tradire la propria gente, che si è espressa in modo legittimo e democratico”. Affermazione “forte” quella della De Monte, prima firmataria del ddl per il passaggio del comune di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Il commento arriva dalla decisione della commissione Affari costituzionali della Camera di rinviare la discussione finale e decisiva del provvedimento in Aula a Montecitorio per dare la possibilità al Consiglio regionale del Veneto di esprimersi nuovamente sul distacco della cittadina montana. Spiega De Monte “nessuno vuole fare uno sgarbo al Veneto né compiere atti di forza. Qui si tratta semplicemente di rispettare la volontà di una comunità che per dieci anni ha rispettosamente percorso un iter corretto, chiaro, trasparente, che ora qualcuno vorrebbe insabbiare: è inaccettabile”. “Mi domando: da quando in qua si chiede a un Consiglio regionale di esprimersi una seconda volta su un suo stesso provvedimento? Mettiamo forse in dubbio la volontà e la lucidità dei consiglieri regionali che votarono in modo inequivocabile a favore del trasferimento di Sappada al Fvg?. Il Parlamento – osserva De Monte – oggi ha chiesto al Consiglio regionale di Venezia un atto che esiste già: è una decisione illogica, perché la mozione già approvata dalla Regione Veneto è legittima. Ricordo a tale proposito che il distacco del comune di Cinto Caomaggiore è stato approvato con una risoluzione e quello di Voltago con una mozione. Quindi anche il parere su Sappada – una mozione appunto – è legittimo. Ringrazio i deputati Paolo Coppola e Gian Lugi Gigli che si sono battuti duramente in commissione per procedere con l’iter legislativo e tutelare i sappadini”.
“Se il Consiglio regionale veneto non dovesse esprimersi in tempo oppure dovesse dare giudizio negativo al distacco di Sappada – sottolinea De Monte – l’esame del testo alla Camere potrebbe comunque andare avanti, perché il parere della Regione non è vincolante, come dimostra il caso dei comuni della Valmarecchia, passati dalle Marche all’Emilia Romagna anche con il parere contrario della Regione Marche”. In realtà la volontà della commissione è molto chiara, si vuole sentire l’opinione dell’attuale Consiglio regionale a trazione leghista probabilmente perchè a questo punto l’autorevolezza politica del presidente Luca Zaia è decisamente superiore a quella di Debora Serracchiani che fra l’altro ha annunciato di non ricandidarsi più come governatrice del Friuli VG.

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