Scende in campo “Evropa Aqvileiensis”. Nasce a Udine un partito euroregionalista guidato dal prof. Alberto Travain

Un nuovo soggetto politico in Friuli? Sembrerebbe di si. In realtà e campagne elettorali in Friuli hanno sempre avuto delle formazioni di tipo autonomistico e quindi era plausibile che anche nella tornata del 2018 questo si concretizzasse anche se voci dicono che quello presentato oggi dal Prof. Alberto Travain non sarà l'unico soggetto politico che cercherà di contendersi quell'area sulle cui dimensioni è difficile fare previsioni.  Questa la nota giunta alle redazioni: "Professionisti e intellettuali, artigiani ed artisti, genitori e docenti, impiegati e dirigenti, architetti e medici, musicisti e contabili, esercenti e sarti, lavoratori e pensionati: ecco il variegato stralcio di società locale che ha posto le basi a Udine di un nuovo partito ispirato ai principi del civismo culturale euroregionalista friulano ovvero all'idea di rilanciare il Friuli e la sua capitale come rinnovati cuori ideali della Mitteleuropa che fu di Aquileia". Si apre così il comunicato stampa a firma prof. Alberto Travain  coordinatore della nuova formazione politica.  Infatti alla guida del neonato soggetto politico pronto a scendere a vario titolo in campo in Friuli Venezia Giulia nella prospettiva delle prossime elezioni amministrative, regionali e politiche è stato eletto il 14 novembre scorso proprio il prof. Alberto Travain, leader storico del trentennale Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”. Con dodici altri “costituenti”, rappresentanza poliedrica della società civile e culturale del territorio (Alfredo Maria Barbagallo, Sergio Bertini, Gianna Bianchi, Andrea Cantoni, Renata Capria D'Aronco, Maurizio Di Fant, Giuliano Fabbro, Fernando Luisi, Claudio Moretti, Roberto Pirzio-Biroli, Andrea Sabbadini, Alberto Travain, Mirella Valzacchi), Travain ha dato, così, vita al Coordinamento Politico Euroregionalista Friulano / Coordenament Politic Euroregjonalistic Furlan “Europa Aquileiensis”, avente lo scopo di sviluppare anche in campo politico-amministrativo le prospettive delineate dall'appello sociale del Fogolâr Civic “per una Udine 'nuova Aquileia' / a pro di un Udin 'Aquilee gnove'” del 4 novembre 2017 – diffuso in cartaceo e a mezzo stampa – in adesione alla trentennale esperienza storica del movimento culturale civista in parola. Eccone, pertanto, rinnovato il testo assunto come fondamentale linea programmatica. “Gli odierni sviluppi del quadro regionale e internazionale autorizzano, anzi sollecitano, una ricollocazione di Udine, alla ricerca di ruoli all'altezza delle sue migliori tradizioni e ambizioni. Dai ruoli che Udine saprà scegliersi e ritagliarsi dipenderà, così, in larga parte, lo sviluppo della sua economia, della sua società e della sua futura incidenza politica. Urgono per Udine scelte di ruolo tanto più fondate quanto più radicate nel suo intimo essere e nelle sue potenzialità specifiche. Si ritiene massima ambizione programmatica di Udine quella di rinnovare, per quanto possibile, nell'attualità, in ogni settore, i fasti della Madre Aquileia, prima metropoli cosmopolita della Mitteleuropa, sviluppandone nel presente gli esempi storici più consonanti alle esigenze dei tempi. Udine, piccola nuova Aquileia, dunque, laboratorio civico e raccordo internazionale di civiltà, aperta al globale ma procedente orgogliosamente dalla propria realtà naturale e storica di crocevia del Vecchio Continente! La nostra Udine ha davvero il dovere d'intervenire a favore di una rinascita della dimensione e del ruolo 'aquileiesi' nel mondo di oggi! Udine, ultima capitale di quella prima Mitteleuropa unita che fu il Patriarcato di Aquileia di un tempo, ritessa la trama di quei legami che sfortunatamente non sono più ora coscienza comune! Sarà senza dubbio grato proporre la messa in atto d'iniziative concrete ed idonee al perseguimento di detti fini, con compatibile coinvolgimento delle più varie sensibilità civili e sociali della nostra terra. Per parte nostra, coerentemente con un'esperienza di quasi un trentennio di liberali attività civiche culturali orientate alla promozione di tali prospettive in seno alla nostre cittadinanza ed Istituzioni, non faremo certo mancare il nostro impegno affinché finalmente una chiara coscienza della 'missione storica' del nostro territorio possa tradursi in un programma proficuo di amministrazione del nostro futuro al centro di una nuova Europa. “Ciò non significa trasformare il Fogolâr Civic – chiarisce Travain – in partito politico bensì trasferire direttamente anche in campo politico e amministrativo alcune sue tematiche principali, gravide di positive ricadute su economia, società e politica del territorio eppure sinora non sufficientemente o per nulla considerate presso i cosiddetti 'sorestants' locali. Per tre decenni ho trattenuto da coinvongimenti nell'agone politico un soggetto civico che doveva rappresentare le istanze di una sana 'piazza' orgogliosamente e costruttivamente contrapposta ai 'palazzi' del potere di casa nostra. Questo ho cercato di fare alla guida o a supporto di varie sigle di sodalizi e di iniziative che dalla fine degli anni '80 ho 'scagliato' contro una politica che mi pareva sempre più sussiegosa e lontana dal cittadino comune nonché da certi grandi valori culturali insiti nel mito della civiltà friulana. Dal 'Parlament' civico del '91, all''Academie' universitaria del '94 sino al battesimo del 'Fogolâr Civic' nel 2002, è stata la storia di un nobile tentativo sociale di rifondare dalle basi il pensiero civile popolare ed istituzionale, la coscienza storica, le ambizioni e i progetti di una comunità locale nel solco di un 'friulanismo' in qualche modo 'eretico', orgogliosamente legato a gloriose matrici democratiche e 'rivoluzionarie' udinesi rimontanti alle stagioni più esuberanti della vicenda storica di un capoluogo friulano emulo e libero interprete dei fasti metropolitani della Madre Aquileia. Io resto, quindi, alla guida del Fogolâr Civic, realtà fieramente apartitica posta a presidio di un'identità separata del popolo rispetto alle Istituzioni, dei cittadini rispetto alle autorità insediate, ma non rinuncio a promuore personalmente un partito che ne rilanci valori ed istanze in sede politica. Sono ancora disposto, come da trent'anni, a non candidarmi per garantire al Fogolâr Civic una guida davvero indipendente; non sono invece più disposto a ritrarmi da un impegno diretto, progettuale e mobilitativo, nel campo della politica. Non c'è altro tempo per imprimere un'ultima svolta atta a scongiurare il tracollo dei territori ossia delle comunità locali di fronte alle incalzanti derive culturali ed economico-sociali della globalizzazione. Si tratterà, quindi, di un contributo alla qualità della vita politica e amministrativa della Friulanità intesa come cerniera del Continente: un'iniziativa aperta al confronto e soprattutto alla collaborazione con tutti i soggetti, di ogni orientamento politico e ideale, sinceramente attenti al bene comune delle genti regionali nonché dei popoli della Mitteleuropa figlia di Aquileia!”. Per contatti: europa.aquileiensis@libero.it.

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