Sciopero generale, sindacati divisi

I sindacati minacciano lo sciopero generale se il governo non fornirà in tempi brevi risposte alle richieste avanzate dai pensionati. È quanto ha tuonato oggi Susanna Camusso, “sanguigna” leader nazionale della Cgil.
In questo momento alla capitale i pensionati stanno già manifestando per chiedere all’esecutivo la rivalutazione delle pensioni, la parificazione fiscale con i lavoratori dipendenti e le detrazioni fino a 80 euro al mese previste per i redditi da lavoro più bassi.
«Se non ci saranno risposte alle richieste dei pensionati e a quelle delle confederazioni sulla modifica della legge Fornero sulla previdenza – aggiunge la Camusso – è perfettamente ragionevole pensare ad uno sciopero generale».
Camusso ha ribadito che bisogna modificare la legge Fornero: «Perchè è profondamente ingiusta. Conviene al governo avere disponibilità a trovare una soluzione».
In questo braccio di ferro col governo, la leader della Cgil non è da sola, Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil, aggiunge: «Se il governo non da risposte lo sciopero è inevitabile. Lo sciopero è l’ultima cosa che bisogna fare ma se è necessario bisogna farlo». A chiudere il cerchio, le dichiarazioni più concilianti dell’altra leader sindacale, Annamaria Furlan (Cisl): «Si deve volere con forza una buona conclusione, siamo convinti che possiamo cambiare questa legge pensionistica. Prima di parlare di sciopero dobbiamo parlare di contenuti». Furlan frena le intenzioni della Camusso, sottolineando che finalmente si apre un tavolo di discussione con il governo. L’obiettivo da raggiungere è quello di creare le condizioni per pensioni dignitose e una accettabile flessibilità in uscita.

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