Scoppia il caso chiusura Polstrada a Tolmezzo. Ira di Zilli (Lega) e Savino (Forza Italia)

Chiusura decretata e quasi certa per il distaccamento della Polizia Stradale di Tolmezzo, si è appreso infatti che il Dipartimento nazionale della pubblica sicurezza ha reso noto anche se non ufficializzato che fra i 33 presidi di polizia che ha intenzione di chiudere in Italia c'è anche quello di Tolmezzo. Lo ha reso noto il Sindacato autonomo di polizia SAP. “Come avevamo denunciato da tempo – chiarisce Maurizio Visentini, segretario provinciale del Sap – continua la rottamazione della sicurezza. E’ impensabile che in un territorio come il nostro, ancora in piena emergenza immigrazione, si pensi di chiudere uffici di polizia e quindi arretrare il campo d’azione. Una volta di più sì è vista la vera natura di questa maggioranza e dei suoi rappresentanti, che non più di un mese fa, per mezzo del presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani, aveva scongiurato tale chiusura. Passato il referendum ecco la dura realtà». Visentini chiede l’intervento della politica locale per scongiurare la chiusura.
“Non crediamo alla promessa di accorpare il personale di Tolmezzo ad Amaro per assicurare l’operatività di un reparto misto, che operi sia in autostrada che sulla viabilità ordinaria – assicura Visentini –. E’ l’ennesima bugia che viene raccontata per giustificare invece la realtà della politica del dipartimento, che sta prevedendo la presenza della Polizia stradale solo sulla rete autostradale, come avviene attualmente alla sottosezione di Palmanova, che da oltre un anno non mette a disposizione neanche una pattuglia sulla viabilità ordinaria, sguarnendo di fatto tutto il resto del territorio dove avvengono, peraltro, l’80% dei sinistri stradali”.

Della vicenda si era interessata nei giorni scorsi il consigliere regionale della Lega Nord Barbara Zilli secondo cui “Serracchiani segue passo passo le orme del suo capo Renzi: infila una bugia dietro l’altra, ma a suon di false illusioni ha stancato i friulani che non le credono più, solo venti giorni fa, infatti, continuava Zilli, Serracchiani rassicurava i cittadini sulla stampa, dichiarando che a Tolmezzo il distaccamento sarebbe stato mantenuto: ecco invece che, magicamente a campagna elettorale conclusa (referendaria ndr) , Serracchiani viene smascherata pubblicamente dal Sap, che denuncia la chiusura della Polstrada di Tolmezzo.” “Già in Friuli scontiamo la cronica assenza di agenti ed è un’assurdità che in una terra di confine come la nostra si registrino carenze di organico ben maggiori rispetto alla media nazionale”. “Il territorio montano è sguarnito: Serracchiani sa che la funzionalità del Commissariato è ridotta all’osso? Di giorno, fino alle 8 di sera c’è una sola volante operativa; mentre il turno serale è quello notturno sono scoperti!”. Zilli, che ha presentato un’interrogazione alla Presidente e che sta preparando un ordine del giorno da presentare nella prossima finanziaria per un impegno formale sulla questione, rincara la dose: “Dove sono gli investimenti ministeriali tanto sbandierati da Serracchiani? Parimenti non pervenuti sono i risultati positivi delle sue politiche per la montagna: qui non ha fatto altro che tagliare servizi.”
“L’esigenza di sicurezza e la necessità di assicurare a tutti i cittadini partita di accesso ai servizi pubblici evidentemente non sono le priorità di Serracchiani, molto più attaccata alla poltrona di quanto voglia far credere. “Abbia almeno la decenza di affidare ad altri la delega alla montagna; è vergognoso dover assistere a questo continuo scippo di servizi in montagna da parte di chi dichiara di volerla tutelare. Le promesse fatte vanno mantenute”. Alla protesta della rappresentante leghista ha fatto eco oggi, Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice in Fvg di Forza Italia secondo cui “La decisione del Ministero dell’Interno di chiudere il distaccamento della Polstrada di Tolmezzo è inaccettabile”. Sandra Savino, fa riferimento alle motivazioni presentate e rese note dal SAP, ovvero la scarsa rilevanza degli itinerari di competenza dopo la realizzazione della A23: “Motivazioni ridicole visto che l’autostrada esiste dagli anni 80. Evidentemente la scelta è legata ad una lenta agonia della montagna friulana ammessa anche dal sindaco del Pd, Francesco Brollo, che in un incontro pubblico ha detto “la Carnia è morta”. Io però - prosegue la parlamentare azzurra - direi che la Carnia e la montagna sono state uccise dalla mancanza della politica che per 4 anni non ha fatto nulla per il rilancio di un territorio strategico. Qualche foto in qualche azienda che sta andando bene e silenzio assoluto sul resto forse per via della mancanza di strategia che ha portato oggi all’ennesimo depauperamento di un territorio dimenticato dall’attuale assessore alla montagna” conclude Savino.

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