Serena Pellegrino ( LeU – Sinistra Italiana). Il commento dopo il voto

“Ad una ad una vanno incontrate di nuovo tutte quelle persone che hanno visto nella nascita di Liberi e Uguali la possibilità di ridare voce alle istanze della Sinistra autentica.”  Lo dichiara la parlamentare uscente Serena Pellegrino ( Leu – Sinistra Italiana) commentando i risultati del voto e la sua mancata elezione al Senato della Repubblica, per il quale correva come candidata in Friuli Venezia Giulia.
“Ma anche Liberi e Uguali è caduto nel tranello del Rosatellum, e ha disperso il potenziale  che avevamo visto manifestarsi  nel giorno in cui la Sinistra si è unita.
Avevamo fondate ragioni per ritenere che, con l’arrivo dei fuoriusciti del Partito Democratico,  avremmo registrato un maggiore riconoscimento da parte degli elettori: purtroppo il tema delle alleanze post voto ha sviato e spaventato l’elettore di sinistra che si è rifugiato nel M5Stelle, un paradosso, perché non si tratta di un movimento di sinistra.”
“Il Partito Democratico si è impegnato a distruggere tutto ciò che sta alla sua sinistra, stesso errore non l’ha commesso Forza Italia, che anzi ha cercato di coagulare voti attorno a compagini decisamente molto lontane.
Leggendo il voto a livello regionale, è evidente che gli elettori hanno fatto pagare al governo di centro sinistra le politiche di stampo liberista: se le stesse riforme le avesse fatte il centro destra, il centro sinistra sarebbe salito compatto sulle barricate!
Ecco perché la presidente della Regione, che per anni si  è vantata di essere una grande riformista, è stata punita più di altri del suo Partito."
"Le scelte politiche e le leggi, da vent’anni a questa parte, sono fatte prevalentemente dal potere governativo, destituendo gli organi di rappresentanza quali i consigli regionali e il parlamento stesso.
Il Rosatellum, che ha regalato alle segreterie le scelte della rappresentanza, ha devastato qualsiasi prospettiva di forte riconoscibilità.”
“Tre quarti del Parlamento era già deciso il giorno dopo la presentazione delle liste; i collegi uninominali, a cui è stata data poca importanza, hanno invece fatto la differenza, sono stati votati i marchi facilmente riconoscibili che sono prevalsi anche sulle capacità di quei candidati in grado di certificare radicamento e coerenza della loro esperienza politica.
La mia disponibilità verso le istituzioni, e sicuramente verso la politica come atto nobile di democrazia, rappresentativa dei cittadini e non dell’establishment del mercato globale, resta chiara in qualsiasi contenitore mi possa ritrovare.”  “In Friuli Venezia Giulia, non può stare in piedi un centro sinistra guidato dal Partito Democratico del vice di Serracchiani, che ha promosso politiche liberiste e reso nei fatti impossibile qualsiasi coalizione:  non si è ritenuto di importare in Regione l’ottimo “modello Puglia” .   Le due prospettive plausibili con la vigente legge regionale sono quelle di ricercare in modo identitario una rappresentanza, con il rischio di restare fuori dalle istituzioni; oppure quella di una compagine fortemente spostata su un “sinistra- centro”. Ricordando bene che nelle amministrative valgono più le persone che i bollini.

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