Serracchiani non si candiderà per un secondo mandato. Meglio un caldo seggio romano sotto le ali di Matteo Renzi

FOTO DI MARCO ZANOLLA

Non è certo una gran notizia dato che era più che attesa e fra l’altro auspicata da molti dentro e fuori il PD. Parliamo dell’annuncio che  Debora Serracchiani non intende ricandidarsi alla presidenza della Regione FVG preferendo un comodo seggio nazionale. Ovviamente la notizia non sorprende, non serve infatti essere sondaggisti professionisti, ma semplici osservatori per capire come il gradimento della governatrice fosse in caduta libera. Una caduta libera che si somma in generale a quella del PD Del resto dal Fvg erano arrivati campanelli d’allarme, vere è proprie sirene ululanti che raccontavano come le politiche dei democratici unite ad una scarsa efficacia anche locale avevano consentito di perdere praticamente moltissimi Comuni nelle varie tornate amministrative degli ultimi anni, Da Trieste a Pordenone, per non parlare della ferita aperta nella sinistra da una Monfalcone operaia che si è lanciata nelle braccia della Lega. Ora Serracchiani subdorata l’aria di sconfitta per evitate di restare fuori dai giochi ha deciso di affidarsi alla candidatura nazionale che sicuramente non gli verrà negata. Lei ha detto, si mette a disposizione per le prossime politiche e lo ha annunciato intervenendo all’assemblea regionale del partito, in corso a Udine. Ma con una certa faccia tosta
in perfetto Renzi Style si è appuntata la medaglia del fatto che “il Friuli Venezia Giulia si è giovato del suo doppio ruolo (di governatrice della Regione e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico ndr) altrimenti non avrebbe avuto lo stesso peso a livello nazionale”.
L’annuncio è stato accolto da un lungo applauso al quale è seguita una standing ovation, ad essere maligni si potrebbe pensare ad una azione liberatoria, certamente per molti, ma non per tutti,  sarà stato così. Tutti i partecipanti all’assemblea comunque  si sono alzati in piedi in segno di saluto per la presidente della Regione, che resterà in carica fino alle prossime elezioni, molti probabilmente avrebbero voluto postare sui social un bel “ciaone” ma c’è da ritenere non avranno il coraggio. Forse gli verrà il giorno dopo le elezioni dove il PD rischia moltissimo. Non è ovviamente mancata anche la scena melodrammatica degli abbracci con tanto di lacrimuccia. Tra gli interventi più attesi quello del vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, che ha ringraziato la presidente Serracchiani e affermato: “Mi metto a disposizione del partito – ha detto –. Se le persone riterranno che io sia la figura giusta, spero accetteranno la mia proposta, altrimenti mi diranno di no. Io sono pronto a mettere a disposizione la mia competenza per il partito e per il Fvg. Per tutti noi – ha aggiunto – oggi inizia un percorso significativo, che dobbiamo compiere insieme, se non faremo così non andremo molto lontano. Serve unità di programmi e di valori. Serve un nuovo modello sociale, che parta da scuola e lavoro, da declinare assieme. E’ necessario – ha concluso – un progetto aggregante basato su valori condivisi”. Durante l’Assemblea è intervenuto anche il capogruppo alla Camera Ettore Rosato: “quando fai le riforme perdi consenso, quando cerchi di mettere in moto interi settori della società dando uno scossone, dai fastidio. Noi lo abbiamo fatto a livello nazionale e regionale. Oggi il clima interno ed esterno al partito è decisamente migliore di quello delle passate elezioni regionali, quindi guardiamo con ottimismo alle prossime sfide. Dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto. Oggi Sergio Bolzonello si è messo a disposizione e credo che questa disponibilità vada accolta”. L’Assemblea ha poi approvato il regolamento per le primarie, accogliendo un emendamento per estendere fino al 25 novembre il termine per la presentazione di eventuali candidature, fissando al 3 dicembre la data per eventuali primarie.

Ovviamente le reazioni non si sono fatte attendere, sia da destra che da sinistra. Secondo Marco Duriavig segret,ario regionale di Sinistra Italiana dalla Serracchiani è giunta la “conferma di una delusione”. “La sua elezione a Presidente fu all’insegna della speranza, della novità, del cambiamento. Con 5 anni all’insegna di un governo sordo e supponente oggi lascia solo un sentimento di amara delusione, spiega Duriavig “la sua decisione di oggi di lasciare il FVG e tentare di andare a Roma è la conferma di una delusione.
Avevamo capito da mesi che se ne sarebbe andata. Come si fa a scappare così? Che triste un uso così personale della politica”. “Perché non restare a difendere il proprio operato? Si chiede retoricamente Duriavig, evidentemente anche Debora Seracchiani sa che la sua è stata una legislatura che non ha convinto e che determinerà la sconfitta del PD alle prossime elezioni.” “A noi che restiamo, conclude Duriavig, il compito di lavorare per ricostruire la credibilità di una proposta alternativa alle destre e che oggi non può certo passare per un’alleanza con il PD, un partito che non ha mai messo in discussione una Presidente troppo autoritaria e che oggi continua a non operare quello scarto necessario al cambiamento e candida, con incredibile cecità e in continuità con Serracchiani, il vice presidente Bolzonello”.
Critiche feroci anche da Destra, a parlare è Renzo Tondo che dalla Serracchiani fu battuto: “Siamo stati facili profeti: Serracchiani ha usato la Regione come trampolino di lancio verso Roma. Veramente qualcuno ha il coraggio di fingere di essere sorpreso?”. Tondo oggi, presidente Autonomia Responsabile in Consiglio regionale, commenta quella che definisce la “notizia più scontata, ovvia e inevitabile della legislatura”. “Cosa ci lascia in eredità la presidente Serracchiani? Una sanità precipitata nel caos e un mostro normativo sugli enti locali, che ha disorientato gli amministratori e paralizzato attività e progettualità”.

Anche secondo l’alfaniano : “Quello di oggi è un annuncio che si è fatto attendere per troppo tempo e di conseguenza ritengo sia stato vissuto male dalla comunità regionale.  La conferma tardiva della non ricandidatura della Serracchiani ha finito anche per offuscare l’azione amministrativa di questi anni e creare all’interno del Pd e della coalizione fibrillazioni e tensioni, a scapito dell’attività politico-istituzionale. La situazione di incertezza ha indebolito infine anche la candidatura di Bolzonello: la decisione di immaginare le primarie è lì a dimostrarlo”. Continua Colautti: “Non faccio parte della curva nord che ha attaccato sempre e comunque la ‘romana’ Serracchiani, a cui riconosco capacità di lavoro e determinazione, ma il FVG ha non ha bisogno di un amministratore delegato bensì di un Presidente percepito come un rappresentante vero della comunità regionale. Sventolare continuamente la bandiera delle tante risorse portate in Regione grazie al doppio incarico – sarà comunque opportuno fare i debiti conti – non colma il  distacco che i cittadini hanno avvertito e che sarà difficile da ricucire per chiunque le succederà”.

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