Serracchiani resta in segretaria nazionale Pd

In molti pensavano che l'epoca del doppio ruolo di Debora Serracchiani volgesse al termine, ed invece da Roma è arrivata quella che per molti è stata una sorpresa.  Serracchiani sarà ancora una componente della segreteria nazionale del Pd. Debora,  ha affidato a un tweet il suo primo commento dopo la riconferma: «Nella segreteria del ‪@pdnetwork continuerò con lo stesso spirito con cui ho iniziato la mia esperienza politica». Positivi come era prevedibile i commenti in area Pd regionale con qualcuno che già pensa che la conferma sarebbe un segnale per ‘puntare’ ad un posto se non di governo almeno parlamentare, dato che le elezioni bisogna pur vincerle.  In tarda serata è poi arrivata anche una nota stampa riportante il commento della governatrice Fvg “Voglio ringraziare tutti i componenti della segreteria uscente con cui abbiamo condiviso vittorie e sconfitte, animati dalla comune volontà di migliorare il Paese”. Per Serracchiani "far parte della segreteria nazionale è un onore e un impegno che voglio continuare a portare avanti con lo stesso spirito da militante e la stessa determinazione che ho avuto fino ad oggi”. “Siamo un bel gruppo ‎che spero potrà ampliarsi anche a componenti delle minoranze per una conduzione unitaria del Partito in un periodo che - ha concluso - sarà denso di sfide”.
La governatrice resta quindi nella squadra di Matteo Renzi, ma voci malevoli parlano delal necessità per Renzi di tenere compatti i suoi, insomma una “punizione” della Serracchiani avrebbe forse aperto uno strappo che in questa fase delicata Renzi ha pensato fosse conveniente evitare.
La vera svolta per capire quale potrà essere l'effettivo peso della governatrice del fvg lo si vedrà nella ase di composizione delle liste elettorali e soprattutto se le verrà chiesto il sacrificio della ricandidatura ad un secondo mandato in Fvg che, allo stato, la vedrebbe difficilmente vincente, tranne colpo di fortuna, dato dalla incapacità delle opposizioni di centrodestra di quagliarsi efficacemente su un candidato papabile e delle forze a sinistra del Pd di convergere più o meno acriticamente su una riedizione dell'attuale maggioranza regionale. Resta poi l'incognita Movimento 5 stelle, che rischia di avere i voti ma non una classe dirigente in grado di sfruttarli a pieno.

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