Sgarbi, Tremonti e la bellezza in Costituzione. Serena Pellegrino (SI), non usare la proposta di legge a meri fini elettorali

“Ho sempre considerato la proposta di legge di modifica costituzionale per riconoscere la Bellezza come principio da inserire all’art. 1 della Costituzione come un patrimonio collettivo, alla cui diffusione e radicamento hanno contribuito decine e decine di persone e associazioni. La proposta di Legge che ho depositato il 22 maggio 2014 ha accolto in questo percorso tutti coloro che hanno dedicato la loro esistenza a questo tema che ho voluto definire operatori di Bellezza.
A questo patrimonio collettivo attingono, facendo un investimento a fini elettorali, Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti, affidando il loro futuro politico al binomio cultura e bellezza e dedicando il proprio programma elettorale anche all’inserimento in Costituzione della Bellezza quale valore identitario nazionale, indissolubilmente legato a quello del Lavoro.”

Lo dichiara la parlamentare Serena Pellegrino ( Sinistra Italiana), prima firmataria della proposta per l’inserimento della Bellezza nella Costituzione italiana.
“Evidentemente l’ex ministro del Bilancio ha dimenticato di aver fatto molto scalpore quando dichiarò pubblicamente che “ Di cultura non si vive”, dimostrando una certa predilezione per un panino farcito con la Divina Commedia.”
Prosegue Pellegrino: “Se l’abbinamento Tremonti -cultura -bellezza non fosse un ossimoro la dichiarerei una conquista, soprattutto perché proviene da un lato dell’arco costituzionale diametralmente opposto al mio. Anzi, auspico che venga inserito in tutti i programmi elettorali.
Il senatore Tremonti, che in quasi quattro anni di promozione di questa proposta non si è mai espresso, oggi si fa paladino della Bellezza in Costituzione. Sembra quasi che desideri fare ammenda per il suo trascorso. O più semplicemente vuole rifarsi una verginità appaiandosi a Vittorio Sgarbi, che tanto ha reso merito al progetto di modifica costituzionale, da me volutamente reso trasversale e condiviso ad ogni livello e in ogni luogo?”
“ Una cosa è certa conclude la parlamentare – difenderò il percorso di questi anni e non permetterò che venga usato come “carne da macello” per progetti che esulano completamente dalle finalità della proposta di legge.”

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