Sibau (AR): Sacca dei Moreri di Grado: non convince la risposta dell’assessore Santoro

Giuseppe Sibau

“Nella vicenda di “Sacca dei Moreri” di Grado ci sono precise responsabilità da parte della Regione  e andrebbero prese”. Così Giuseppe Sibau, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, alla risposta dell’assessore Santoro relativamente all’interrogazione presentata il 18 maggio 2017. Nella replica si legge: “Si rappresenta che le competenze dello scrivente assessorato hanno riguardato la gestione della conferenza dei servizi decisoria relativamente alla sola autorizzazione paesaggistica, che dopo tre sedute della medesima conferenza, è stata rilasciata il 3 giugno 2014”.
“Eppure queste parole lasciano tanti punti interrogativi”, incalza Sibau, il quale evidenzia che, per poter realizzare la lottizzazione della “Sacca dei Moreri”, “il Consorzio di Bonifica Bassa Friulana ha imposto di fare un canale, intavolare il bene, collaudarlo e intestarlo al Demanio della Regione. Il canale, però, non è stato ultimato e le lottizzazioni non potevano essere iniziate. La Regione, nel frattempo, ha investito del denaro, ma senza effettuare i dovuti controlli. Vi è un contratto tra il Consorzio di Bonifica, il Consorzio Lido Moreri e la Società Monte Mare s.r.l. - sottolinea il consigliere di AR - e, al punto cinque, risulta molto chiaro: “Il mancato completamento delle opere costituirà impedimento per la realizzazione delle nuove lottizzazioni”. E ancora: “L’impianto idrovoro con tutti i suoi accessori e il nuovo canale si intenderanno accettati una volta terminate tutte le operazioni di volturazione ed accatastamento (da intestare alla Regione Friuli Venezia Giulia - Demanio  Idrico)”.
La Regione - prosegue Sibau - ha quindi sponsorizzato lottizzazioni che avrebbero dovuto costituire degli investimenti per i risparmiatori (ora sul lastrico), si è contrapposta alla Soprintendente locale, con il sostegno di sindacati, industriali e varie altre categorie, ha portato avanti la conferenza dei servizi. Tutto questo senza essersi adeguatamente tutelata e coperta le spalle e amplificando le ricadute positive dell’opera, poi rivelatesi negative. Stando così la questione, è corretto che chi non ha controllato che la fideiussione relativa alla garanzia verso il Comune di Grado per la realizzazione di “Grado 3” fosse fasulla ne debba rispondere a chi ha perso tutto. Tra l’altro il canale non è mai stato completato, è attualmente abbandonato e Grado risulta senza pompe idrovore. Ciò significa che, qualora dovesse venire un grande piovasco, le acque meteoriche non potrebbero defluire perché le attuali pompe non reggerebbero, con tutti i rischi che ne conseguono per la cittadinanza”, chiosa Sibau.

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