Sociale: cresce il movimento stop ttpi, a Maggio la manifestazione a Roma

Manifestazione nazionale Stop Ttip indetta a Roma per il 7 maggio prossimo, slittata per evitare nel mese di aprile di togliere energie ai gruppi attivi nella campagna referendaria No Triv, che arriverà a scadenza e al voto il 16 e il 17 aprile prossimi. Iniziative locali su tutte le piazze nazionali schierate contro il Trattato transatlantico, in corso dal 2013 per l’abolizione di dazi, dogane e soprattutto tutele nei settori agro-alimentare, sanitario, dell’ambiente e del lavoro, per il 3 aprile con interventi, musica, proiezioni e flash mob, consigliando agli attivisti di predisporre materiali informativi misti anche sul problema delle trivellazioni e sugli agganci con il Ttip. Sono le due date che, sabato scorso, Stop Ttip Italia si è data concordandole nelle assemblee macroterritoriali che si sono tenute a Padova, Torino, Roma e Bari contro la negazione di diritti e la restrizione di spazi di democrazia insiti nelle trivellazioni e in Ttip. Campagne destinate a saldarsi anche con quella in difesa della Costituzione repubblicana, il cui comitato per il No alla riforma si sta attivando per la raccolta di firme necessarie a sventare l’eventuale iniziativa parlamentare di anticipare il referendum da ottobre, come annunciato dal premier Matteo Renzi, a luglio prossimo. A Padova, in particolare, si è tenuta l’assemblea del Nord Est Italia, ospitata nella sala Peppino Impastato della Banca etica patavina, grazie all’interessamento della Cgil locale, sindacato con cui Stop Ttip Italia ha avuto produttivi incontri nella persona della segretaria generale Susanna Camusso. Dà adesione alla campagna e alla manifestazione nazionale, con lei il comitato verificherà la possibilità di avere un sostegno per il trasporto dei manifestanti a Roma il 7 maggio, come detto. Sono in corso contatti anche con Cisl e Uil per adesione e supporto. Coordinata da Elena Mazzoni e Aram Gurekian, bravi conduttori, e Alberto Zoratti, l’assemblea di Nord Est ha visto una nutrita e vivace partecipazione di associazioni, movimenti e comitati di Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Per il Friuli c’erano una decina di attivisti in rappresentanza dei comitati di Udine e di Pordenone, che hanno contribuito ai lavori specie grazie agli interventi dell’udinese Emilia Accomando e della pordenonese Giuliana Beltrame.
Elena Mazzoni, riferendo del recente incontro a Roma di Stop Ttip con l’onorevole Laura Boldrini, ha informato che la presidente della Camera ha dimostrato interesse per garantire l’accesso agli atti della negoziazione in corso sul Ttip in un’apposita sala di lettura, anche se ha annotato che finora nessun parlamentare italiano ne ha fatto richiesta. Le è stata ribadita, inoltre, la necessità di conferire la delega sul Ttip nella commissione europea che se ne occupa, dove l’Italia è l’unico Paese al momento non rappresentato, a un’altra figura di riferimento visto che l’onorevole Carlo Calenda, già viceministro all’economia che la deteneva, è stato destinato ora a rappresentante diplomatico permanente dell’Italia all’Ue.
La dodicesima sessione di lavori del Ttip tra commissione Ue e negoziatori Usa, chiusasi venerdì scorso a Bruxelles, non ha raggiunto i suoi scopi ed è stata aggiornata di altre due settimane. Era incentrata, oltre che sugli interventi di settore, in particolare sulla giustizia arbitrale privata in unico grado per dirimere le questioni tra investitori e Stati (Isds) o altre organizzazioni territoriali, voluta soprattutto dagli americani con contropoposta europea di un doppio grado di giudizio, affidato a magistrati della Corte europea. Quanto ai vari settori d’intervento pare che l’Europa sia disposta all’abbattimento dell’87% dei dazi, delle dogane e delle tutele agro-alimentari, sanitarie, ambientali e lavorative. Si è in attesa della lista dei prodotti tipici che manteranno la loro tutela attuale. Disturbata l’ultima sessione di lavoro a Bruxelles in particolare da Greenpeace, la mobilitazione europea Stop Ttip è slittata da maggio a novembre nella fase, forse, conclusiva dei round negoziali tra Ue e Usa.
Stop Ttip Italia, intanto, su Progressi (http://www.progressi.org/fuorittip?recruiter_id=214669) ha lanciato la petizione Fuori il Ttip dalla mia città con la quale i firmatari chiedono in specie ai loro Comuni di residenza, ma anche a presidenti di Regione e parlamentari, di rendersi Free Ttip zone. Le firme saranno inoltrate ai Comuni di appartenenza in base al Cap lasciato all’atto della sottoscrizione per fare pressione sulle amministrazioni, evitando così casi come quello di Bagnaria Arsa dove non volendo impegnarsi alcun consigliere comunale, né di maggioranza né di opposizione, a presentare una mozione contro il Ttip soltanto l’attivismo di Giancarlo Pastorutti l’ha resa possibile raccogliendo, come da statuto comunale, quasi trecento firme a fronte delle 130 necessarie. Stop Ttip Italia, inoltre, chiede di verificare sul territorio la disponibilità di sindaci contrari al Ttip di partecipare a Barcellona il 22 e il 23 aprile prossimi a un convegno europeo, in cui dovranno firmare documenti di rifiuto del Ttip nei loro Comuni. Infine, suggerisce agli attivisti di coinvolgere nelle iniziative le piccole e le medie imprese, i Gap e tutte le organizzazioni di acquisto popolare o collettivo che rischiano di essere travolte dal Ttip.

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