Soppressione Province, Fontanini: “Risparmi inesistenti per una riforma contraria alla volontà popolare”

Torna alla carica sulla soppressione delle Province il Presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini  che non vuole passare alla storia per essere l’ultimo a sedere in maniera elettiva a Palazzo Belgrado. “Nessun risparmio da una riforma che aggrava i bilanci e va contro la volontà popolare”. Coglie l’occasione della presentazione del libro “Province decapitate e risorte” dei costituzionalisti Bertolissi e Bergonzini a palazzo Belgrado, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini per sferrare un nuovo attacco alla Regione “che non ha mai presentato o smentito quanto la Cgia di Mestre aveva documentato qualche anno fa: dalla soppressione delle Province non ci saranno risparmi (bensì 5 milioni annui in più per effetto del trasferimento del personale dalle Province alla Regione), aumenteranno i disagi e il conto lo pagheranno i cittadini”. “Dalla Regione solo annunci e qualche slide” ha rincarato Fontanini “con l’aggravante di aver messo in atto un riordino disastroso a livello organizzativo andando, per di più, anche contro la volontà dei cittadini che, con la loro massiccia affluenza al referendum del 4 dicembre, hanno confermato la validità dell’Ente Provincia che nel resto d’Italia continua a operare. I cittadini chiedono democrazia e partecipazione, concetti spesso richiamati dal professor Bertolissi attraverso questa pubblicazione e nei suoi vari interventi”. Sollecitato da Paolo Mosanghini, caporedattore del Messaggero Veneto, il costituzionalista ha confermato i mancati risparmi delle riforme lanciate invocando quella spending review (richiesta dalla banche centrali per contenere la spesa pubblica dello Stato italiano) di fatto disattesa e che ha messo in secondo piano democrazia e partecipazione popolare. “Le forze politiche si devono chiedere – ha detto Bertolissi – se a furia di fare economie che non sono economie non ci rimetta invece la struttura del sistema. Il cittadino non ha più fiducia e si disabitua a vivere in prima persona e con dignità le libertà acquisite”. Non ha dubbi il professor Gian Candido De Martin, emerito di diritto pubblico alla Luiss di Roma nel ritenere “paradossale il percorso intrapreso in Fvg” aggiungendo che “le Province sono enti costitutivi della Repubblica, riconosciute all’articolo 5 della Costituzione” e facendo rilevare come “sia la legge Delrio sia la legge del Fvg siano in contrasto con la Carta europea delle autonomie. Quest’ultima è un documento al quale il nostro ordinamento è vincolato ed afferma che le Province sono enti di area vasta dotati di organi direttamente rappresentativi del corpo elettorale sotteso”. Anche di questo aspetto la Corte Costituzionale non ha tenuto conto nel giudicare i ricorsi sulla legge nazionale e regionale (la 2/2014) sulle elezioni di secondo grado. “Un’occasione perduta” secondo il professor Giuseppe Bergonzini che ha esposto le diverse criticità sul giudizio della Corte “ che- ha sintetizzato – ha scelto di non entrare nel merito, stante il processo di riforma in atto. Che poi non si è attuato”. “Quello della Corte – ha chiuso De Martin – è stato un giudizio politico”.

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