Sostenibilità insostenibile, le contraddizioni cittadine

Mobilità. Nonostante park e ipermercati, Udine entra nel “Club delle Città 30 e Lode”. Nasce il modello “slow Town” che prevede la realizzazione di 21 nuovi dossi in 13 vie.

Come si fa a raggiungere un centro urbano con l’automobile e, al contempo, tutelarne l’ambiente?
Come si fa a costruire mega parcheggi all’interno dei siti storici e, al contempo, innalzare la qualità della vita e della salute?
Come si fa ad escogitare prezzi stracciati ed iniziative pubblicitarie per riempire i parcheggi del centro e, al contempo, dissuadere pendolari e cittadini all’uso dell’auto?
Come si fa ad aumentare rotatorie e ingrandire centri commerciali, riducendo al contempo i consumi di suolo e di carburante?
Come si fa a mantenere strade dissestate e senza marciapiedi diminuendo il rischio di incidenti?
La soluzione a queste sfide che farebbero impallidire anche il maestro dell’illusionismo, Harry Houdini, salta fuori dal cilindro del sindaco Honsell che, assieme alla sua squadra, ha concepito l’esotico modello “slow town”, ovvero “città lenta”, puntando prima di tutto sulla limitazione della velocità. Ed è con questa “geniale intuizione” che Udine farà perfino parte dei 15 capoluoghi di provincia italiani che, il prossimo 14 settembre, parteciperanno alla fiera “Cosmobike Mobility” di Verona, dando vita al “Club delle Città 30 e Lode”. (Approfondimenti nel numero in pdf)

«Soprattutto in una città con le caratteristiche di Udine – ha affermato il sindaco – è importante continuare a tutelare i pedoni, i ciclisti e in generale le fasce deboli come i bambini e gli anziani. Interventi che devono essere diretti soprattutto alla limitazione della velocità, che rappresenta, insieme con l’uso del cellulare alla guida, una delle principali cause di incidenti».

Ma chi lo avrebbe mai detto? Ed è con questa “geniale intuizione” che Udine farà perfino parte dei 15 capoluoghi di provincia italiani che, il prossimo 14 settembre, parteciperanno alla fiera “Cosmobike Mobility” di Verona, dando vita al “Club delle Città 30 e Lode”.

 

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