Sparò dalla finestra a Nimis, condannato l’autore con parziale vizio psichiatrico

L'episodio aveva suscitato clamore e giusta preoccupazione, che qualcuno si fosse messo a sparare dal balcone di casa in un paese del Friuli sembrava notizia lunare ma invece era proprio così. Nessuno rimase ferito e l'autore venne subito individuato in Emanuele Filippig, era il 29 luglio scorso. L'uomo dalla finestra della propria abitazione di Nimis sparò con i suoi due fucili contro alcune auto in strada e la veranda di un vicino. L’episodio era avvenuto verso le 14.30, quando imbracciato prima un fucile da tiro e poi uno da caccia, regolarmente detenuti, il Filippig aveva sparato centrando un’auto in sosta, due in transito e la veranda del dirimpettaio.
I primi proiettili furono esplosi dalla finestra e gli altri dal cancelletto esterno. Fillipig aveva giustificato gli spari perchè pensava che gli fossero entrati i ladri in casa. Insomma una sorta di sindrome d'accerchiamento presente solo nelal mente dell'uomo. Il Filippig, operaio di 47 anni in cassa integrazione, hanno stabilito le perizie si trovava in uno stato di parziale vizio di mente. Insomma la sua capacità d’intendere o di volere era grandemente disturbata ma non totalmente. Una sindrome psichiatrica che viene definito disturbo psicotico breve o transitorio.
Ieri il processo che ha cassato la tesi della difesa che sosteneva la tesi della totale incapacità di volere basandosi su una perizia di parte.L’imputato è stato quindi processato e giudicato responsabile del reato di tentato omicidio che gli era stato contestato pur con le attenuanti del caso.
La sentenza del gup Daniele Faleschini Barnaba, ha tenuto conto della scelta del rito abbreviato (che garantisce lo sconto fino a un terzo della pena) e della riduzione comunque prevista per l’infermità parziale oltre le attenuanti generiche, ha stabilito una condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione. La pm Claudia Danelon aveva invece chiesto 6 anni e 6 mesi. Accolta la richiesta dei difensori il giudice ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con il ricovero in una struttura sanitaria del “Santa Maria della Misericordia” - che il tribunale del Riesame aveva concesso all’indagato dopo un mese di carcere - con gli arresti domiciliari a Nimis, dove abita con l’anziana madre. Non è ancora certo che il collegio di difesa si appellerà in secondo grado anche se esistono, secondo i legali del Filippig elementi procedurali di violazione del diritto di difesa , primo fra tutti il deposito dell’elaborato peritale solo il giorno antecedente l’udienza, che potrebbero giocare un ruolo in un secondo dibattimento.

Potrebbero interessarti anche...