Steve Vai, talento e garbo

Il chitarrista statunitense in concerto al Castello di Udine, incanta la città per quasi tre ore di spettacolo

Steve Vai, una macchina perfetta.
Ma andiamo per gradi.
Passion and Warfare 25th Anniversary Tour. Questo l’evento. Introdotto da due degnissimi personaggi di casa nostra, il duo “Dolcetti”, ovvero:  Gianni alias Iana Rojatti ed Erik Tulissio, voluti da Steve stesso come entrée al suo tour europeo. Un aperitivo che prelude il parossismo di un concerto “tirato”, tale da non temere il confronto. Bravi! Ecchecavolo!
Poi arriva “papà” Steve, e massacra come si deve, per quasi tre ore, una decina di chitarre. Descriviamolo: un cinquantaseienne toscanaccio di origine, che suona a velocità impossibile. Un susseguirsi di sensazioni a sei corde che sanno urlare, ridere, soffrire esprimendo un rock capace di creare una magica torta fatta di tecnica e poesia. Un muro di suono dove Steve, old boy, abbraccia con gentilezza i più elevati virtuosismi. Belli i dialoghi con i grandi del passato, in scivolata sullo schermo alle sue spalle, dove appare lui stesso, trent’anni più giovane, a duettare con Frank Zappa in un impeccabile sincrono, o con Bryan May, gigante dei Queen.
Che dire? Alchimia? Incanto? Il pubblico è stregato e applaude quasi incredulo per i pochi secondi concessi tra un pezzo e l’altro. La scaletta è mozzafiato. Brani mitragliati con disinvoltura. Chicche come: Liberty,  Erotic Nightmares, Ballerina, The Riddle e non serve andare avanti. Robe d’altri tempi? No! Di questi.
Al Castello e dintorni, Udine ringrazia, patriarchi compresi. Vai… Steve.

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