Stime Ocse: Italia graziata

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L’Ocse conferma un consolidamento della ripresa dell’economia italiana. È quanto risulta nelle loro ultime previsioni (Economic outlook), dove si stima una crescita del Pil dell’1% per l’anno in corso e dell’1,4% per l’anno successivo. I dati sono in linea con quanto previsto nel trimestre precedente e risultano coerenti con la crescita globale ritenuta modesta (3% nel 2016, la stessa del 2015).  Flussi commerciali stagnanti e mercati emergenti fiacchi non riescono a sopperire ai prezzi del greggio in ribasso. La politica monetaria espansiva delle banche centrali non risulta sufficienti.
Italia.   Per quanto riguarda il nostro paese, l’organizzazione economica parigina mantiene invariate le stime di crescita fatte a febbraio, sottolineando che il consumo privato sta trainando l’attuale ripresa, colmando parzialmente il recente rallentamento della crescita dell’occupazione.  L’esecutivo nell’ultimo documento di programmazione economica (Def) aveva posto come obiettivo raggiungibile l’1,2% di crescita del Pil per il 2016 e l’1,4% per il 2017,  mentre la Commissione europea stima rispettivamente un +1,1 e +1,3%.
Su queste cifre, il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan ha dichiarato: «Non ono preoccupato, ma incoraggiato: la crescita accelera e sarà maggiore l'anno prossimo. L'economia italiana ha svoltato, ma non sono soddisfatto: il governo farà di più e taglierà le tasse».
Tra le altre cose, l'Organizzazione parigina stima per l'Italia una timida ripresa dell'inflazione (+0,2%) nell'anno in corso e un rafforzamento al +0,9% nel 2017. La disoccupazione è vista in calo all'11,3% sulla media di quest'anno, dall'11,9% del 2015, e al 10,8 per cento nel 2017.
In miglioramento, nonostante le richieste di flessibilità all'Europa, la situazione dei conti pubblici in Italia: il rapporto deficit/Pil è infatti atteso in calo dal 2,6% di fine 2015, al 2,3% quest'anno e fino al 2% nel 2017. Il debito pubblico sarà stabile nel 2016 al 132,8% del Pil, mentre scenderà al 131,9% nel 2017.

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