Taglio Intercity: Serracchiani, così si penalizza un servizio in miglioramento. Ma dimentica le problematiche locali

Non è contenta Debora Serracchiani della decisione di Trenitalia di tagliare due Intercity Mestre-Trieste, decisione definita "sconcertante sia nel merito che nel metodo, e non in linea con il rapporto finora avuto con Ministero e Trenitalia", Serracchiani ha reso noto di aver formalizzato la richiesta di ripristinare i due treni con una lettera già inviata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, all'amministratore delegato del Gruppo FS Renato Mazzoncini e all'amministratore delegato di Trenitalia Michela Morgante.
"L'Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia, ha spigato la Governatrice del Fvg, ha conseguito importanti risultati nel trasporto pubblico su ferro e ha dato notevole impulso a tutte le infrastrutture di trasporto e logistiche, riavviando grandi opere bloccate come la terza corsia e dando nuovo ruolo al nostro Hub aeroportuale". "Dall'insediamento a oggi, ha proseguito, abbiamo ottenuto l'inserimento di due coppie di Frecce per Milano e Roma in più rispetto a prima, sul totale delle otto coppie giornaliere, la trasformazione di alcune di queste in treni FrecciaRossa, le ulteriori fermate delle Frecce a Monfalcone, Cervignano e Latisana, la messa in servizio dei nuovi treni CAF. Abbiamo inoltre - ricorda ancora la presidente - portato la nostra regione ai vertici in Italia per la puntualità del servizio regionale passeggeri. Sono risultati dovuti all'impegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell'ambito dei rapporti intrattenuti con il Governo nazionale e con Trenitalia". Da questo punto di vista però varrebbe la pena ricordare alla presidente Serracchiani
che la puntualità dei treni in Friuli Venezia Giulia è stata ottenuta con il trucco dato che si omette il calvario che ha preceduto questo risultato della “puntualità”. Corre l'obbligo ricordare<alla presidente infatti che il punto di svolta coincide con l’entrata in servizio degli 8 treni della CAF parcheggiati presso lo scalo ferroviario di Cervignano, quelli acquistati in epoca giunta Tondo dall'allora assessore Riccardo Riccardi e per anni rimasti ad arrugginire in attesa dell’autorizzazione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria (ANSF) perché si scoprì che erano stati acquistati senza collaudo, dato che nel capitolato d'appalto pare non fosse previsto che tale operazione fosse a carico della azienda produttrice. Quindi la puntualità dei treni in era Serracchiani affonda le radici, nel bene e nel male, nel passato. Infatti tutto è avvenuto quando è stato sostituito il vetusto materiale rotabile con il nuovo in giacenza e voilà si è passati in testa alle classifiche di puntualità, gradimento, pulizia… Senza la costruzione di linee nuove, manutenzioni straordinarie, solo sostituendo i treni si è raggiunto il risultato auspicato: la scoperta dell’acqua calda. Ma solo it reni non bastavano, così si è data attuazione acriticamente al Piano Regionale del Trasporto Pubblico locale approvato sempre dalla maggioranza di centrodestra qualche giorno prima delle elezioni regionali del 2013 e attuato dall’attuale amministrazione.In quel piano 11 stazioni su 44 in FVG sono state “escluse temporaneamente” privilegiando i servizi di tipo Regionale Veloce. Le stazioni interessate erano: sulla Udine – Cervignano, Strassoldo, Sevegliano, S. Maria La Longa, Tissano, Risano e Lumignacco; sulla Monfalcone – Latisana, Muzzana del Turgnano e Palazzolo dello Stella; sulla Monfalcone – Udine, Redipuglia, Mossa e Capriva. Insomma per fare andare più veloci i treni l'uovo di Colombo è stato evitare che si fermassero. Riducendo le fermate si riducono i tempi di percorrenza, non serve essere esperti del settore.
Ma torniamo alla lettera odierna, nella missiva la presidente ha rimarcato come "in questi due mesi ci sia stato il silenzio alle richieste della nostra Regione su voci via via più numerose relative al taglio di questi servizi. Non è infatti possibile che abbiamo avuto la conferma di questo taglio solo l'altro ieri dopo che per mesi, già nel 2016 sia formalmente che informalmente, sono state pretese risposte chiare da Trenitalia". "Tale situazione, oltre a creare un comprensibile imbarazzo nei confronti dei viaggiatori che chiedevano alla Regione risposte su servizi contrattualizzati dallo Stato, non ha consentito alcuna valutazione in merito, lasciando la mera presa d'atto della soppressione dei treni e della loro sostituzione con un servizio autobus inadeguato alle esigenze dei cittadini utenti".
"I due treni in oggetto - ha evidenziato Serracchiani nella sua missiva - benché siano ricompresi nel contratto con lo Stato, oltre a svolgere una funzione di servizio nazionale sono complementari, nel loro percorso all'interno della regione, alla maglia dei servizi regionali. Per questo motivo, tra l'altro, era stato proposto, in passati incontri tra le strutture tecniche di Trenitalia e Regione, di consentire l'accesso agli stessi, senza sovrapprezzo, da parte degli abbonati del Friuli Venezia Giulia. Tale provvedimento avrebbe certamente portato a una maggiore frequentazione dei treni, in particolare in territorio regionale, vista la loro collocazione oraria".

"L'eliminazione di questi treni risulta pertanto doppiamente penalizzante in quanto interviene in un momento di forte azione di miglioramento dei servizi ferroviari, ottenuta anche grazie agli ingenti investimenti della Regione sul rinnovo del materiale rotabile e per l'ampliamento dell'offerta delle Frecce. Per tali motivi e per la necessità che le regole che disciplinano i rapporti tra lo Stato e la nostra Regione siano rispettate - ha concluso Serracchiani - l'assunzione di tale provvedimento non appare sostenibile". Come finirà, difficile dirlo, intanto c'è chi impegnato nel trasporto su gomma “gongola” e vede aprirsi nuove lucrose prospettive.

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