Tercovich? Non so chi sia, parola di Menis Il candidato sindacato pentastellato di Trieste invita gli attivisti a non votarlo

Fabio Tercovich, un dipendente regionale  candidato per il M5S alle comunali di Trieste, sta mettendo in serio imbarazzo il movimento pentastellato. Sul suo profilo Facebook, infatti, Tercovich sta promuovendo una violenta campagna anti-migranti che nulla ha a che vedere con la posizione ufficiale del movimento guidato da Beppe Grillo.
Davanti a frasi imbarazzanti del tipo: «Sospendere ogni forma di aiuto umanitario a quei Paesi dai quali arriva questa marea di persone» o, ancora «Auspico che l'Italia dichiari lo stato di guerra a difesa dei confini marittimi», l’aspirante sindaco M5s, Paolo Menis, lancia una scomunica ufficiale: «Non ho il potere di espellere nessuno dal M5s ma posso dire che, per quanto mi riguarda, Fabio Tercovich non fa più parte del gruppo di persone, candidati e attivisti, che in questi mesi hanno sostenuto la mia candidatura a sindaco. Chiedo quindi esplicitamente di non esprimere alcuna preferenza nei suoi confronti al momento del voto».
Per nulla pentito e nonostante le "scomunica" di quello che dovrebbe essere il suo candidato sindaco di riferimento, Tercovich non abbandona e anzi rilancia con accresciuta arroganza un altro messaggio sul popolare social network: «Ecco serviti i "boldriniani" annidati dentro il Movimento 5 Stelle», allegando come giustificazione delle sue esternazioni una dichiarazione di Beppe Grillo di qualche anno fa relativa alla necessità di espellere "tutti i clandestini".
Glaciale il commento del capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato: «I post di questo candidato 5Stelle sono tutti simili. Naturalmente nessuno dei suoi colleghi né il loro candidato sindaco l'hanno mai smentito - la smentita di Menis, seppure tardiva, è giunta in serata -. Non me la prendo con lui del resto il suo capo e i suoi delegati hanno sempre praticato la politica di dire qualsiasi cosa e il suo esatto contrario, perché l'importante è prendere voti, indipendentemente dalle sciocchezze che si dicono o scrivono. Si parla alla pancia, mai alla testa delle persone».

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