Théréau è l’ombra di se stesso: dove sei finito, Cyril?

Nella scorsa stagione è stato tra i protagonisti assoluti in maglia bianconera. Quest'anno, invece, pare la copia sbiadita di se stesso. È un inizio di campionato difficile per Cyril Théréau, alla sua terza stagione all'Udinese, e se è anche vero che il calcio non rappresenta una scienza esatta ma opinabile materia finora le sue prestazioni sono state decisamente incolori.

È altrettanto pacifico che i voti dei giornali sportivi non sono la Bibbia, ma per fotografare lo stato di forma dell'attaccante francese possiamo citare a supporto i giudizi espressi dal più autorevole quotidiano in materia, la Gazzetta dello Sport. Théréau, dopo aver saltato le prime due giornate della nuova serie A per la squalifica rimediata la scorsa stagione, ha esordito alla terza di campionato in casa del Milan. Ebbene, nelle quattro gare disputate non ha strappato neppure una sufficienza alla “rosea”: la Gazzetta gli ha rifilato un 5.5 contro i rossoneri, bocciandolo anche contro Chievo (5), Fiorentina (5.5) e soprattutto Sassuolo (4.5). Giudizi altrui a parte, condivisibili o meno, anche noi abbiamo visto un giocatore abulico, opaco e fuori dal gioco, non necessariamente soltanto per colpa sua.

Ma qual è il “male” che tormenta Cyril e non lo fa rendere secondo il suo potenziale? Il sospetto è che molto incida il mancato trasferimento all'Olympique Marsiglia. Del resto, lo stesso Théréau era stato molto chiaro, non più tardi di due mesi fa: «Il mio agente - aveva svelato ai microfoni di Rmc - è in contatto con il Marsiglia. Ho sempre voluto giocare nell’Olympique, è la mia priorità assoluta. Spero di firmare per questa società, il mio procuratore lo sa. Anche se il Marsiglia è in difficoltà in questo momento spero di giocare per il club del mio cuore». Dichiarazioni lapidarie, inequivocabili, specchio fedele della voglia di un calciatore giunto ai 33 anni che si sente pronto ad abbracciare una nuova sfida.

L'epilogo della storia è noto a tutti: nonostante le dichiarazioni d'amore di Cyril per l'Om, l'attaccante transalpino ha dovuto disfare la valigia già pronta e rimanere in Friuli. È un professionista, d'accordo, ma un po' di fisiologico mal di pancia gli sarà venuto. E con il malessere, anche gli stimoli non saranno certamente al massimo. Poco probabile che il suo scarso rendimento dipenda dal modulo: è un giocatore eclettico, capace di giocare da prima o seconda punta, ma anche da trequartista.

L'auspicio è che, quanto prima, Théréau torni a essere il giocatore fondamentale delle scorse stagioni, non soltanto per i 21 gol messi a segno nell'arco delle due annate. Le sue qualità non si discutono, la duttilità tattica nemmeno, in questo momento sembra mancare un pizzico di spirito di sacrificio. Alle sue spalle c'è uno Stipe Perica scalpitante, per fare un nome. Cyril farà bene a ritrovarsi in fretta. Altrimenti, non è fantascienza pensare a un possibile, clamoroso divorzio a gennaio.

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