Tilatti Confartigianato Fvg: “Codice appalti pubblici da rifare. Bene le norme regionali”

Cervignano 07 09 2017 ConfArtigianato FVG.
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In Regione arriva la “Rete delle stazioni appaltanti”, una piattaforma informatica che aiuterà tutti gli enti locali – e in particolare i più piccoli – a redigere bandi per le opere pubbliche finanziate con fondi regionali che valorizzino l’impiego delle piccole e medie imprese edili locali e delle professionalità del territorio. E ciò nel pieno rispetto della legislazione nazionale e della direttiva europea in essa contenuta.
Lo ha detto questa sera (7 settembre) il direttore centrale dell’assessorato regionale alle Infrastrutture, Magda Uliana, intervenendo all’incontro organizzato da Confartigianato Fvg a Cervignano su: “Il Codice dei contratti pubblici dopo il decreto correttivo” dell’aprile 2017. Un incontro affollato di professionisti e imprenditori della filiera delle costruzioni per fare il punto sulle ben 400 correzioni al Codice degli appalti pubblici apportate con un decreto del 2017, a un solo anno di distanza dal varo del Codice stesso. “Non è possibile che per assicurare trasparenza, su cui non si discute, si producano testi normativi del genere – ha affermato il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, riferendosi al Codice -. Sono talmente complicati e contorti da rendere difficile la vita delle imprese”. In tema di appalti pubblici, ha proseguito, “a livello nazionale va fatto un lavoro serio, che azzeri queste leggi farraginose e produca testi chiari e lineari. Questi sarebbero davvero strumenti a favore della trasparenza”.
Se Confartigianato Fvg è quindi preoccupata per le conseguenze operative che produce il Codice degli appalti pubblici, nonostante le ultime 400 modifiche, gli artigiani del Friuli Venezia Giulia promuovono le azioni intraprese dalla Regione a favore dell’impiego delle piccole e medie imprese. In particolare, il provvedimento del 2015, confermato nel 2016 e la cui piena validità è stata ribadita con una circolare regionale dell’8 agosto 2017, dà direttive vincolanti agli enti pubblici affinché i bandi per opere realizzate con fondi regionali valorizzino l’impiego delle Pmi. “Un provvedimento che è un chiaro segnale dell’esercizio della competenza primaria di questa Regione in materia di lavori pubblici – ha affermato Tilatti -. Un fatto positivo, auspichiamo che si prosegua in questa direzione”. I bandi degli enti locali per opere pubbliche in Friuli Venezia Giulia in minima percentuale superano i 5 milioni, la soglia per fare una gara europea. “Più del 50% hanno cifre che addirittura sono sotto i 150mila euro”, ha aggiornato il direttore Uliana.
Le direttive regionali, è stato ribadito durante il convegno concluso dall’assessore regionale all’Edilizia pubblica Mariagrazia Santoro, si muovono nell’ambito applicativo della normativa nazionale ed europea dei lavori pubblici, rispettandone appieno il dettato.
La complessa materia del Codice degli appalti pubblici è stato affrontata da diversi punti di vista, con gli interventi di specialisti introdotti dal capo categoria del Gruppo regionale dell’Edilizia di Confartigianato, Gino Stefanutti, che ha rimarcato le “diverse criticità” del Codice. Esse, ha affermato, “rischiano di causare ulteriori rallentamenti negli appalti e provocare ancora contraccolpi per l’economia e l’occupazione”. È intervenuto anche il presidente di Anaepa-Confartigianato Edilizia, Arnaldo Radaelli.
Gli interventi tecnici sono stati curati da Roberto Gentilini, presidente di AtticoSoa, Arturo Cancrini, avvocato in Roma, e dal direttore dell’assessorato regionale.

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