Torna in scena il nichilismo di Miller

Sebastiano Somma

L’intenso dramma della narrativa americana, sui palcoscenici friulani. A portarlo, il regista Enrico Maria Lamanna e l'attore Sebastiano Somma. Musiche di Pino Donaggio.

Il fallimento del sogno americano è alla base della letteratura di Arthur Miller.
O meglio: il fallimento umano in senso lato. Fortemente ispirato dallo scrittore norvegese, Henrik Ibsen, il primo a smascherare la borghesia ottocentesca mettendo a nudo le sue mostruosità, Miller riesce, dopo un lungo periodo di insuccessi, ad inanellare un trionfo dietro l'altro sbattendo in faccia al pubblico il suo nichilismo quotidiano, il suo dramma tragicomico. Un quotidiano minimo, come minimalista è certa letteratura, che offre al lettore grandi spunti di identificazione, interpretazione, riflessione e intenso impatto emotivo. Al tempo, dunque, un successo garantito. La sua formula, in bilico tra nuova decadenza ed esistenzialismo, è condita dallo stile squisitamente americano che, attraverso apparente superficialità , riesce a “trapanare” il cervello fino a toccare l'inconscio. In “Morte di un commesso viaggiatore” o “Uno sguardo dal ponte”, l'autore tesse la complessità della psiche. «I suoi personaggi sono schiacciati dall’ineluttabilità della vita – scrive la critica - e, per questo, sono portati ad un inevitabile declino il cui fascino drammatico è sempre fortemente suggestivo».
E questo sarà il clima che scenderà sul palcoscenico del Giovanni da Udine quando, mercoledì 18 gennaio alle 20.45, Sebastiano Somma diretto da Enrico Maria Lamanna, debutterà con “Uno sguardo dal ponte”, appunto. Nell'ambito della rassegna “IeriOggi: Teatro. Noi generazioni in dialogo”, lo spettacolo sarà poi ospite del circuito ERT per altre due date: giovedì 19 gennaio alle 20.45 al Teatro Candoni di Tolmezzo e venerdì 20 gennaio alle 21 al Teatro Italia di Pontebba.
Nessun mistero, nessun ermetismo, anzi, vite così trasparenti da risultare perfino fastidiose, sconvenienti, spietate.
Delusioni e inganni farciscono le storie di Miller, anime malate incapaci di un solo attimo di onestà. La fuga della realtà, dunque, è un altro dei temi più evidenti e il motore del viaggio è la costante delusione. Ma la fuga è, di fatto, immota rispetto al progresso umano, e via via porta l'uomo alla caduta, all'autodistruzione. Quello di Miller è dunque un universo di “nati battuti”, un'umanità senza speranza che negli anni della Guerra fredda ha raggiunto i suoi massimi cantori. Anche in Europa. Ispirato a un fatto di cronaca che colpì l'autore, “Uno sguardo dal ponte” racconta le vicende private di una famiglia siciliana trapiantata in una Brooklyn squallida e grigia. Storie di miseria, difficoltà di adattamento, incapacità di comprendere un sistema di leggi avvertito come lontanissimo dall’ordine naturale delle cose e, soprattutto, la vacuità del sogno americano.
Oltre a
Somma, nei panni del protagonista del dramma, sul palcoscenico ci saranno anche Sara Ricci e Gaetano Amato. Musiche di Pino Donaggio, scene di Massimiliano Nocente, costumi di Ilaria Carannante, disegno luci Stefano Pirandello.

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