Trasformazione di Europromos in Spa, è stato “golpe” societario legalizzato? Le domande che in molti si sarebbero dovuti fare

Udine, 20/10/2017 – Sala Ajace Tavola rotonda Cooperazione in FVG: i prossimi 50 anni
con Sergio Bolzanello, PD – Riccardo Riccardi, FIa – Massimiliano Pozzo, MDP – Andrea Ussai, M5s – Moderator Marco Tempo Foto Luca A. d’Agostino/Phocus Agency © 2017

Qualche giorno fa si è tenuta la assemblea delle Cooperative aderenti alla Legacoop del FVG per ricordare i 50 anni di vita associativa. Nel corso della stessa si è svolta una tavola rotonda con importanti rappresentanti dei raggruppamenti politici presenti in Consiglio Regionale. Tra le cose trattate ci sono stati alcuni richiami alla recente vicenda che ha visto una Cooperativa trasformarsi in Società per azioni. Su quanto emerso vorrei fare alcune considerazioni, stante che alla tavola rotonda non era presente anche un rappresentante della Cooperazione.
Si è detto che non si può criminalizzare una cooperativa che, facendo uso e applicando una legge esistente, si trasforma da società senza fini speculativi a Società di capitali.
Si è ancora aggiunto, rivolgendosi ai critici della operazione, che quelli contrari dovrebbe porsi il problema di cambiare la legge anziché criticare chi la applica.
Allora, vorrei sottolineare che il tema non è criminalizzare si, criminalizzare no. La riflessione più appropriata in presenza del fatto in oggetto vorrebbe che si prendesse in considerazione anche il contesto nel quale la decisione del gruppo dirigente della cooperativa è avvenuto. Il presidente della stessa è stato per lungo tempo tra le figure apicali della Legacoop e quella cooperativa da quando è arrivata alla Legacoop, nel lontano 1995/96, ha avuto il supporto, tangibile, per crescere, da parte degli strumenti del sistema cooperativo, ha goduto di un processo di fusione con altre due cooperative ampliando, in questo modo, mercato e dimensione. Certamente, i soci hanno fatto la parte più importante, ma senza l’appartenenza al sistema, difficilmente Europromos avrebbe raggiunto i risultati di oggi. Sorgono altre domande: un processo di trasformazione così importante, è stato preceduto da una preliminare informazione/coinvolgimento dei soci/lavoratori della cooperativa?E ancora, i Soci hanno avuto la disponibilità di consultare/avere per tempo la documentazione per consentire un approfondimento e, per chi lo avesse voluto/richiesto, anche la possibilità di informarsi? E’ stato consegnata ai soci che hanno sottoscritto la decisione e quindi acquistato le azioni, la bozza dello Statuto della SPA ? E’ stato consegnato il documento con le linee di sviluppo che, sulla base delle dichiarazioni stampa del Presidente, è il motivo centrale per cui si è proceduto alla trasformazione? È stato chiarito quale sarà il contenuto della nuova figura di azionista/lavoratore/dipendente che con la trasformazione in società di capitali si formerà? Infine, c’è stata informazione su chi/coloro che avranno la maggioranza delle azioni? Che con il superamento della Cooperativa ogni socio conterà per quante azioni avrà in portafoglio e che, quindi, si uscirà dal principio mutualistico di una testa un voto? Un giudizio su una scelta così importante, non una criminalizzazione, non può non considerare gli aspetti di cui sopra, che, da quanto si conosce, non sono stati esperiti e quindi, se così risultasse ci troveremmo in presenza di una decisione che nulla, o poco, centra con le dichiarazioni messe alla base della stessa. Al contrario, si configura per quello che in realtà si manifesta ovvero l’acquisizione, da parte di un gruppo ristretto di soci, della proprietà e del comando di un bene costruito negli anni dal lavoro dei soci cooperatori in forza e di quelli usciti. E la cosa disdicevole degli organizzatori, alla faccia della trasparenza, è rappresentato dal fatto che mentre stava pensando e organizzando l’abbandono della Cooperativa, erano contemporaneamente associati a Legacoop e a Confcooperative del FVG ricoprendo in quest’ultima un ruolo apicale.  A me pare, quindi, che la stigmatizzazione del comportamento del gruppo dirigente sia ampiamente motivata e che non ci si possa interrogare in particolare quando il Presidente si candida ad una funzione di rappresentanza degli interessi generali della Comunità del FVG.
Vi è poi la seconda questione che era stata sollevata verso i critici della operazione ai quali si sottolineava che forse dovevano prendersela con la legge e non con chi ha agito secondo legge.
Certo, la vicenda della Europromos, dovrebbe rappresentare una occasione e un motivo per chiedere il suo superamento.
La legge è stata una forzatura dell’allora Governo, che solo Legacoop ha cercato di osteggiare, per depotenziare la cooperazione e in particolare la cooperazione “rossa”, come si diceva un tempo, subendo le pressioni di un certo capitalismo nostrano e di un certo pensiero culturale che mal digeriva il ruolo economico e sociale che la cooperazione aveva assunto nel Paese.
Il superamento della legge dovrebbe essere messo all’ordine del giorno della agenda di iniziative delle grandi centrali cooperative. Ci sono abbondanti questioni ideologiche e di merito che lo richiederebbero.
La Cooperazione trova nella costituzione una sua specificità alla quale le cooperative si devono uniformare nell’operare quotidiano. Una cooperativa non è contendibile ( non si può ne vendere ne comprare) in quanto vive nel rispetto del principio intergenerazionale. E’ invece contendibile la governance. Forse questa era la preoccupazione del gruppo dirigente della Europromos. Con la legge, pur con alcuni vincoli, si aggira questo principio di non contendibilità che dovrebbe essere considerato, invece, intangibile .
La legge va superata in quanto produce un impoverimento della impresa trasformata, per effetto dell’obbligo a versare (giustamente) ai fondi cooperativi un considerevole importo delle riserve accumulate e il valore dell’avviamento (nel caso in questione potrebbe voler dire far uscire dalla società dagli 11 ai 14 milioni di euro). Ma non solo la legge andrebbe superata anche in quanto contiene un messaggio inaccettabile, ovvero, la vera Cooperativa per essere tale dovrebbe rimanere di piccole dimensioni. Una sorta di condanna al nanismo dimensionale.
Ma nel panorama del libero pensare esiste anche una cultura che vorrebbe la cooperazione quale strumento relegato esclusivamente a rispondere a bisogni di esclusione sociale e occupazionale. Fenomeni che un certo capitalismo e un mercato disumanizzato producono, senza assumersi alcuna responsabilità. In tutto ciò viene trascurato il fatto che solo qualche anno fa si potevano annoverare 30 cooperative tra le 100 più grandi imprese italiane e che la media dei dipendenti nelle cooperative era il doppio di quelli nelle imprese di capitale.
La legge è costruita su un falso ideologico e un danno al Paese, in quanto lo strumento legislativo storpia l’immagine e il valore economico e sociale che la Costituzione assegna e riconosce alla cooperativa quale strumento di intrapresa. Valori che mettono al centro la persona, la dignità del lavoro, la partecipazione, la responsabilità diffusa, la solidarietà fra cooperatori e intercooperativa ( come è stato nel caso delle vicende di coop carnica e coop operaie) e che rappresentano una ricchezza nel panorama pluralista delle forme del fare impresa.
E, vorrei anche dire che la stessa politica, almeno quella con la Pmaiuscola, dovrebbe considerare l’utilità di riflettere e operare nella direzione di recuperare uno sfregio, così io lo considero, che con la legge si è fatto alla cooperazione. Infine colgo l’occasione della ospitalità del giornale per confermare agli ex soci europromos che mi hanno contattato, che sto lavorando per offrire loro una risposta alle domande che mi hanno fatto pervenire ivi compresa la possibilità di mettersi insieme, sottoscrivendo un patto di sindacato tra azionisti.
Graziano Pasqual

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